Problemi della transizione 1981
«Rivoluzione statistica»
problema» in luogo di una «storia racconto» 8 . Una «storia dai cento volti», per usare un ’ ormai famosa espressione di F. Braudel, che si muove sui tempi lunghi, pur non trascurando nè la dimensione del breve periodo, nè quella dell ’ avvenimen- to, e intende configurarsi a tutti gli effetti come impresa scien tifica, e che, come tale, muove, sin dalla fase della rilevazione e della raccolta dei dati, dalla formulazione di ipotesi precise, che andrà poi a verificare alla luce di nuovi dati, secondo una procedura complessa nella quale «il qualitativo e il quantitati vo si uniscono in un ’ alleanza, in cui la precisione numerica va di pari passo con l ’ analisi descrittiva» 9 . Rispetto a una ricerca contraddistinta da una simile impostazione, l ’ utilizzazione di tecniche statistiche si rileva indispensabile non soltanto nella fase di vaglio delle fonti, offrendo potenti mezzi descrittivi e raffinate tecniche di comparazione, ma altresì nella successiva fase di «controllo empirico» delle ipotesi formulate sulla base del materiale documentario. Se quello della storia ci sembra costituire un caso emble matico, che sta ad attestare quali orizzonti di ricerca si siano aperti in seguito alla «rivoluzione statistica», considerazioni analoghe potrebbero venire addotte a proposito delle altre scienze umane, da quelle che maggiormente si prestano a una matematizzazione e a una formalizzazione, come l ’ economia, a quelle che sembrano più recalcitranti, rispetto a siffatte ope razioni, come la psicologia e la sociologia. Basti pensare, a questo proposito, alle enormi possibilità aperte, entro la ricer ca sociologica, delle tecniche di campionamento, dall ’ analisi fattoriale e multivariata, oltre che dai tests per la verifica delle ipotesi, o alle prospettive introdotte nell ’ ambito delle scienze della politica dalla teoria delle decisioni e dalla teoria dei gio Accanto agli aspetti già sottolineati, la «rivoluzione stati stica» presenta, come già si è avuta occasione di accennare, notevoli problemi aperti, primo fra tutti quello di un ’ adeguata sistematizzazione della spiegazione probabilistica, a proposito della quale si assiste a un ampio, quanto acceso, dibattito da parte degli studiosi in materia. Esso ha, infatti, imposto una riconsiderazione dei rapporti intercorrenti fra la nozione di causalità, l ’ ipotesi deterministica, nonché la tesi che tutti gli eventi sono spiegabili. Questi tre concetti appaiono stretta- mente connessi entro il determinismo laplaciano, secondo il quale ogni evento ha una causa, e di ogni evento è possibile fornire una spiegazione causale. Per esso, infatti, il mondo è regolato da leggi di tipo ineccepibile, che instaurano fra i fe nomeni legami di tipo causale, e conoscere tutte queste leggi significherebbe essere in grado di spiegare qualsiasi fenomeno. Con il diffondersi dell ’ uso di leggi statistiche, e la necessità di dare spiegazioni probabilistiche di vaste e svariate classi di fe nomeni, questa visione doveva fatalmente entrare in crisi, la sciando il posto a concezioni diverse, fra loro contrastanti, circa i rapporti sussistenti fra le nozioni in questione. La stes
8 F. F uret , Dalla storia racconto al la storia problema, in Scienze e Tec nica 75, Annuario della EST, Mila no, Mondadori, 1975. 9 A. S oboul , Description et mésure en historire sociale, in AA.VV., L ’ hi
stoire sociale, sources et méthodes, Paris, PUF, 1.967, p. 20, traduzione italiana La storia sociale. Fonti e me todi, Firenze, 1975.
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