Problemi della transizione 1981

«Rivoluzione statistica»

autori quali P.F. Lazarsfeld, H.A. Simon, H.M. Blalock, e altri 14 . Strettamente legato a quello della nozione di causalità ap pare il riesame della nozione di spiegazione probabilistica o statistica, ossia di quel tipo di spiegazione che fa uso di leggi statistiche, ovvero di generalizzazioni asserenti connessioni di tipo probabilistico fra classi, potenzialmente infinite, di feno meni. Il primo tentativo di sistematizzare la spiegazione pro babilistica è dovuto all ’ opera di C.G. Hempel. Tale tentativo risale, nella sua più compiuta formulazione, alla metà degli anni ’ 60 15 , e si inserisce nel quadro, caratterizzato in primo luogo dallo schema nomologico-deduttivo, della teoria della spiegazione scientifica, alla cui elaborazione l ’ autore si accin se, in collaborazione con P. Oppenheim, fin dall ’ inizio degli anni ’ 40. Detta teoria si basa sul concetto che il potere esplica tivo riposa su leggi, aventi portata empirica, che connettono l ’ evento da spiegare con una classe non vuota di condizioni iniziali. Vale la pena di sottolineare come il modello hempe- liano, negli intenti dell ’ autore, costituisca una ricostruzione razionale della spiegazione scientifica in generale: relativa, quindi, tanto alle scienze naturali, quanto alle scienze umane; egli, infatti è uno dei più convinti sostenitori della tesi dell ’ unità metodologica delle scienze. Inoltre, in base alla tesi della simmetria, che afferma la sostanziale identità strutturale di spiegazione e previsione, il modello in questione si propone come una ricostruzione razionale di ambedue le operazioni suddette. Nell ’ elaborare la propria teoria della spiegazione probabilistica, l ’ autore opera il tentativo di assicurare a questa entrambe le auspicabili caratteristiche proprie del modello nomologico-deduttivo, ossia il fatto che la conoscenza delle condizioni iniziali e delle leggi (che, nel loro insieme, costitui scono Vexplanans) giustifichi al massimo grado la credenza che si verifichi, o si sia verificato, l ’ evento da spiegare (expla- nandum), nonché il fatto che l ’ explanans informi circa le ca ratteristiche del mondo nomicamente responsabili dell ’ accadi- mento del fenomeno explanandum. A tale fine, egli è, tutta via, costretto dal peculiare carattere estrapolativo, proprio del

14 Fra le molte opere che potrebbero essere citate a questo proposito, ci li mitiamo a menzionare P.F. L azar sfeld , Interpretation of Statistical Relations as a Research Operation, in P.F. Lazarsfeld e M. Rosenberg (a cura di), Thè Language of Social Re search, Glencoe, 111., 1955; P.L. K endall e P.F. L azarsfeld , Pro- blems of Survey Analysis, in R.K. Merton e P.F. Lazarsfeld (a cura di), Glencoe, 111., 1950; H.M. B lalock (a cura di), Quantitative Sociology, N.Y., Academic Press, 1975; H.M. B lalock , Causai lnfluences in Non- experimental Research, Chapel Hill, Thè Univ. of. North Carolina Press, 1961 ; H . A . S imon , M odels of Disco- very, Dordrecht-Boston, Reidei, 1977. 15 Rimandiamo, a questo proposito, a C.G. H empel , Aspects of scientific Explanation, in Aspects of Scientific

Explanation and Other Essays in thè Philosophy of Science, N.Y., Thè Free Press, 1965, nonché a C.G. H empel , Maximal Specificity and Lawlikeness in Probabilistic Expla nation, «Philosophy of Science», 35 (1968), pp. 116-133. In precedenza, Hempel aveva già delineato il proprio modello di spiegazione probabilistica in alcune opere, quali Deductive- Nomological versus Statistical Expla nation, in H. Feilg e G. Maxwell (a cura di), Minnesota Studies in thè Philosophy of Science III, Minneapo lis, Univ. of Minnesota Press, 1962, e Explanation in Science and in Hi- story, in R. Colodny (a cura di), Prontiers of Science and Philosophy, Pittsburgh, Univ. of Pittsburgh Press, 1962, queste versioni appaiono, tut tavia, piuttosto sommarie, rispetto a quella definitiva.

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