Problemi della transizione 1981
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
tivo parametro di conoscenze, rafforzando così una cultura politica di massa esasperatamente ideologizzata: quella stessa cultura che ha per anni favorito alte percentuali elettorali, ma che di fronte alle inevitabili delusioni ideologiche rifluisce più facilmente nell ’ astensione. Una cultura politica di massa che stimola l ’ interesse alle ingegnerie istituzionali e alle combina zioni di schieramento, piuttosto che ai programmi da realizza re e ai relativi contenuti: una cultura, come dicevo, fatta assai più di convinzioni che di conoscenze. Una cultura che, proprio perché fatta più di convinzioni che di conoscenze, ci permette di vedere subito l ’ incapacità dell ’ attuale governo ad affrontare l ’ emergenza e la ricostruzio ne dopo il terremoto, ma non ci spinge con pari determinazio ne a ricercare tutto quanto doveva farsi per impedire la cata strofe e cosa dovremo fare per impedire quelle future. E le condizioni perché ciò sia possibile non sono soltanto economi che, istituzionali, politiche ed anche morali: questa è una con vinzione diffusa fra la gente. Non altrettanto siamo convinti invece che bisogna creare nuove condizioni «culturali», supe rando il cronico squilibrio esistente in Italia a favore delle co noscenze umanistico-letterarie e a svantaggio di quelle tecni co-scientifiche. Nella più importante fra le recenti opere italiane sulla cul tura tecnico-scientifica 2 , affrontando la «congenita debolezza e la fragilità stessa della cultura italiana», si parte dal presup posto che queste «discendono essenzialmente dallo scarso pe so che vi ha esercitato la dimensione della razionalità scientifi ca». Quando però, venendo al concreto, si affronta il rappor to fra cultura umanistica e cultura scientifica, le problematiche delle «due culture» sollevate da Snow vengono perentoria mente liquidate come «discorsi semplicistici e superficiali». Quasi che la questione non fosse in Italia confermata per fino quantitativamente dal numero degli iscritti alle rispettive facoltà universitarie: e più ancora, dal fatto che nell ’ ultimo mezzo secolo il rapporto percentuale fra iscritti a facoltà umanistico-letterarie e tecnico-scientifiche è ulteriormente peggiorato a danno di queste ultime. E non mi si vengano ad enumerare le cause non «culturali» che, specialmente negli ul timi anni, hanno aggravato questi effetti perniciosi, perché aver trascurato non solo gli effetti, ma anche le cause, rende ancor più critico il giudizio sull ’ intera questione. Del resto non soltanto sono pochi gli studenti di geologia o di idraulica, rispetto a quelli di lettere o giurisprudenza, ma — come è risaputo — è semplicemente assurdo il rapporto fra 1 laureati delle rispettive facoltà che lavorano nella Pubblica
3. Scienze dell ’ uomo scienze della natura
2 G ianni M icheli , (a cura di) Storia d ’ Italia - Annali 3 /Scienza e tecnica nella cultura e nella Società dal Rina scimento ad oggi, Einaudi 1980.
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