Problemi della transizione 1981
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
ragionamento induttivo, a imporre alla spiegazione probabili stica alcuni requisiti, che ne limitano drasticamente la portata e l ’ applicabilità. In particolare, essa ne risulta relativizzata sotto il profilo epistemico, poiché a differenza di quella dedut tiva, appare comunque relativa a una determinata situazione conoscitiva. Inoltre, entro la teoria hempeliana solo gli eventi altamente probabili sono passibili di spiegazione, mentre que sta possibilità non sussiste per gli eventi poco probabili. Lungi dal richiamare in dettaglio come si configuri il modello in que stione, vorremmo porre l ’ accento sul fatto che, secondo l ’ au tore, l ’ unico tipo di spiegazione che possa qualificarsi come causale è quella deduttiva, rispetto alla quale la spiegazione probabilistica riveste un ruolo sostanzialmente subordinato, configurandosi, di fatto, come un ’ approssimazione all ’ ideale deduttivo. Siffatta concezione della spiegazione statistica si ac compagna, in ultima analisi, a un atteggiamento positivo nei confronti del determinismo, inteso come massima euristica, ^e non come ipotesi intorno al mondo. Infatti, in relazione alla tesi che tutti gli eventi sono spiegabili, a proposito della quale sottolinea l ’ affinità, da noi già evidenziala, con il principio di causalità e con l ’ idea del determinismo, Hempel afferma che «essa dovrebbe essere riguardata non già come un ’ ambigua af fermazione intorno al mondo, bensì come una massima euri stica della ricerca scientifica, che ci invita a strenui sforzi, vol ti a rinvenire dei principi esplicativi laddove non ne conoscia mo» 16 . Senza nulla togliere al valore di una massima siffatta, la teoria hempeliana della spiegazione statistica ci sembra al quanto limitativa, il che appare particolarmente evidente in vista di una sua applicazione nell ’ ambito delle scienze umane. Da quest ’ ultimo, infatti, emerge non soltanto la necessità di fornire spiegazioni a eventi poco probabili, ma altresì quella di investigare, accanto alle cause sufficienti dei fenomeni, il complesso intreccio di tutti quei fattori che, pur non configu randosi come cause sufficienti, concorrono all ’ accadimento dei fenomeni, e di dare spiegazioni in termini di essi. Con il preciso scopo di perseguire questi compiti, W.C. Salmon ha avanzato, all ’ inizio degli anni ’ 70, una teoria alter nativa a quella di Hempel, teoria che è venuto via via perfe zionando nel corso di questi ultimi anni 17 . L ’ idea di base della teoria di Salmon è riassumibile nel principio che, entro una spiegazione, l ’ explanans debba esplicitare tutte le circostanze rilevanti rispetto all ’ accadimento di un fenomeno, e non ne
S. Kòrner (a cura di), Explanation, Oxford, Blackwell, 1975; W.C. S al mon , A Third Dogma of Empiricism, in R.E. Butts e J. Hintikka (a cura di), Basic Problems in Methodology and Linguistics, Dordrecht-Boston, Reidei, 1977; W.C. S almon , Why Ask «Why?»?, An Inquiry Concer- ning Scientific Explanation, «Procee- dings and Addresses of thè American Philosophical Association », 51 (1978), n. 6 ristampato in W.C. Sal mon (a cura di), Hans Reichenbach: Logicai Empiricist, Dordrecht- Boston, Reidei, 1979.
16 C.G. H empel , Dispositional Ex planation and thè Covering-Law Mo del: Response to Laird Addis, in R.S. Cohen (a cura di), PSA 1974, Dordrecht-Boston, Reidei, 1976, p. 375. 17 L ’ esposizione più dettagliata del modello di Salmon è reperibile in W.C. S almon , R.C. J effrey e J.G. G reeno , Statistical Explanation and Statistical Relevance, Pittsburgh, Univ. of Pittsburgh Press, 1971. Fra i numerosi saggi dedicati dall ’ autore al perfezionamento della versione pri mitiva di esso, ricordiamo: W.C. S almon , TheoreticalExplanation, in
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