Problemi della transizione 1981

Le guerre socialiste

5. L ’ esistenza di condizioni che consentano il trasferimen to delle forze militari del paese che attacca entro il territorio del paese attaccato. La contiguità territoriale realizza ovvia mente questa condizione (essa favorisce anche il verificarsi di altre condizioni in quanto per esempio rende possibili progetti di annessione o aumenta la valutazione degli interessi che pos sono essere minacciati da parte di un paese confinante). La condizione della contiguità territoriale cessa di essere una con dizione necessaria per l ’ esplosione di un conflitto solo per quelle nazioni che dispongano dei mezzi tecnici e di basi all ’ estero adeguate al trasferimento, mantenimento e approv vigionamento delle proprie truppe su territori lontani dalla madrepatria. 6. Quando, almeno nella valutazione della parte che ini zia il conflitto, non esista o sia sufficientemente basso il ri schio di vedersi coinvolti (come conseguenza del conflitto sca tenato) in altri conflitti con altri paesi. 7. Quando, nella valutazione dei dirigenti politici del pae se che inizia il conflitto, lo scatenamento dello stesso o il suo prolungarsi non siano destinati ad avere profondi effetti desta bilizzanti all ’ interno del paese stesso, tali da mettere in discus sione la sopravvivenza del governo o al limite dello stesso si stema politico. L ’ assenza di un timore di effetti destabilizzanti può addirittura prendere la forma di una aspettativa di effetti stabilizzanti e stimolanti sul sistema politico o su quello eco nomico. Questa condizione può realizzarsi quando il paese che inizia il conflitto sia profondamente diviso da tensioni e conflitti interni che si ritiene di potere riassorbire evocando una sfida o una minaccia dall ’ esterno o quando il sistema eco nomico si trovi in una condizione di cronica depressione per l ’ insufficienza dei normali stimoli alla produzione e all ’ utiliz zazione delle risorse. I punti 1) 2) e 3) e la seconda parte del punto 7) individuano i fattori che possono motivare in positi vo la decisione di scatenare una guerra o di prendere posizioni che implicano un elevato rischio di guerra, i punti 4), 5), 6), 7), (prima parte) individuano, invece un insieme di fattori la cui presenza scoraggia il ricorso alla guerra (e per converso la cui assenza può indurre ad una valutazione di convenienza o di basso costo della guerra). Si potrebbero quindi definire fat tori determinanti quelli del primo gruppo e fattori permissivi quelli del secondo. Le probabilità dell ’ esplosione di una guer ra è ovviamente tanto maggiore quanto maggiore è l ’ intensità dei fattori determinanti in rapporto alla portata dei vincoli de finiti dai fattori permissivi. Lo scopo di queste note è riferire la griglia delle condizioni individuate sopra ad una tipologia dei conflitti definita in base alla appartenenza dei paesi che in essi vengono coinvolti a uno dei tre blocchi fondamentali: A) paesi capitalistici legati in modo formale o informale da rapporti collettivi (NATO) o bi laterali di alleanza, cioè paesi che formano quello che viene genericamente definito il blocco occidentale; B) paesi sociali sti; C) paesi non-allineati. In particolare l ’ attenzione verrà de dicata ad una valutazione del potenziale di conflitto all ’ inter no di ciascuno dei blocchi (conflitti del tipo AA, BB, CC) e ancor più in particolare ai fattori che caratterizzano e determi

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