Problemi della transizione 1981

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

nano il grado di probabilità di conflitti del tipo BB, cioè tra paesi socialisti. L ’ importanza dei conflitti all ’ interno di ciascun blocco ri sulta sia da considerazioni storico-empiriche e cioè dal fatto che la maggior parte dei conflitti aperti verificatisi nel secondo dopoguerra rientrano in questa categoria, sia da considerazio ni che potremmo definire teoriche e cioè dal fatto che nel qua dro delle relazioni interne ai blocchi possono assumere inten sità rilevante alcuni dei fattori determinanti e soprattutto può ampliarsi lo spazio consentito dai fattori permissivi. Ciò è particolarmente evidente per la condizione 5) (conti guità territoriale o disponibilità di basi nelle vicinanze del ter ritorio in cui si svolge il conflitto) in quanto la distribuzione geografica dei paesi appartenenti ad uno stesso blocco non è casuale, ma caratterizzata da importanti elementi di continui tà e per la condizione 6) in quanto nel quadro dell ’ equilibrio bipolare emerso dalla seconda guerra mondiale la nozione stessa di blocco, con il sistema diretto o indiretto di alleanze o di influenze che lo caratterizzano, esclude (almeno finché l ’ equilibrio bipolare funzioni) l ’ intervento di potenze esterne al blocco in un conflitto tra nazioni appartenenti entrambe ad uno stesso blocco. Vedremo più avanti come nel caso dei rap porti tra paesi socialisti anche la maggior parte delle altre con dizioni sia frequentemente realizzata. La validità di queste considerazioni dipende ovviamente dal significato che si attribuisce al termine blocco e dall ’ effetti vo contenuto geografico che a ciascuno di essi viene assegna to. A seconda che la nozione di blocco venga presa in senso estensivo o restrittivo aumenta o diminuisce il numero dei conflitti che possono essere definiti infrablocco rispetto a quello dei conflitti interblocchi. Inevitabilmente la nozione di blocco contiene elementi di indeterminatezza e presenta una serie di casi intermedi o incerti. Si può anzi dire che i paesi ap partenenti ai diversi blocchi, e in particolare i paesi che in essi svolgono un ruolo dominante, abbiano ciascuno una conce zione parzialmente diversa di ciò che appartiene ai blocchi (ciascuno tende ad avere una nozione estensiva del proprio e restrittiva di quello avversario). Quando è incerta l ’ apparte nenza di blocco di uno dei paesi coinvolti, aumentano forte mente i rischi di un ’ estensione incontrollata dei conflitti. Conviene a questo punto definire i confini e i contenuti dei blocchi che vengono considerati e abbozzare una classificazio ne dei principali conflitti del secondo dopoguerra seguendo il criterio dell ’ appartenenza di blocco dei paesi contendenti. A) Il blocco occidentale comprende i paesi dell ’ alleanza atlantica, la Spagna, il Giappone, l ’ Australia, la Nuova Zelan da e il Sud Africa e i paesi collocati nelle aree di influenza di paesi che hanno un legame forte con il blocco 1 . Poiché nella definizione del blocco occidentale abbiamo fatto ricorso, oltre che alla nozione abbastanza precisa di al

1 A mò di esempio si potrebbero ci tare la maggior parte dei paesi dell ’ America Latina, alcune ex colonie francesi in Africa, alcune na zioni del Medio Oriente, in particola re Israele, legate agli Stati Uniti, alcu ne nazioni dell ’ Estremo Oriente come

la Corea del sud, Formosa, le Filippi ne e la Thailandia.

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