Problemi della transizione 1981
Le guerre socialiste
terventi militari sovietici in Ungheria e in Cecoslovacchia mi sembra vadano anch ’ essi inclusi e classificati tra quelli volti a prevenire (Cecoslovacchia) o annullare (Ungheria) il distacco dei paesi interessati dal blocco socialista. Alla stessa classe credo vada assegnato il recente intervento in Afghanistan per la duplice ragione che l ’ Afghanistan era tradizionalmente una zona nella quale era riconosciuta (indipendentemente dal regi me politico) una forte influenza sovietica e che dopo il colpo di stato del 1978 era salito al potere un governo ad orienta mento socialista 5 . Anche il conflitto somalo-etiopico mi sembra vada asse gnato alla classe dei conflitti BB in quanto al momento della sua esplosione (o meglio della sua acutizzazione) entrambi i paesi avevano un orientamento socialista e forti legami con l ’ Unione Sovietica. Il mancato intervento occidentale a fianco della Somalia credo vada attribuito oltre che alle resistenze che la richiesta di esso incontrava in seno al gruppo dirigente somalo e al desiderio americano di evitare un confronto diret to con i russi anche ad un riconoscimento implicito da parte occidentale del fatto che quel conflitto riguardava due alleati dell ’ URSS e rappresentava più un fattore di crisi e di debolez za all ’ interno del blocco socialista che una minaccia ai confini del blocco occidentale 6 . I conflitti interni al blocco dei non-allineati non rivestono un particolare interesse nel quadro di questa analisi. A mò di esempio si possono ricordare le diverse fasi del conflitto indo pakistano e alcune guerre locali nel Medio Oriente e in Africa come quella tra Uganda e Tanzania o quella, indiretta, tra Marocco e Algeria intorno alla questione sahariana. Ai conflitti tra nazioni appartenenti a blocchi diversi asse gnerei quello coreano, alcuni aspetti del conflitto vietnamita,
preoccupante in quanto questo gene re di conflitti non è oggetto dell ’ anali si di queste pagine. 5 Gli occidentali e soprattutto gli Stati Uniti non hanno voluto conside rare come faccenda interna al blocco socialista l ’ intervento russo. La ragio ne di questo atteggiamento (che si ba sava sull ’ indeterminatezza cui si è ac cennato in precedenza delle nozioni di blocco e di non-allineamento) è probabilmente da ricercare nella con tiguità temporale e territoriale della crisi afghana con quella iraniana e nel desiderio già preesistente di una parte dei gruppi dirigenti americani di in terrompere il processo di distensione o di segnalare ai sovietici l ’ esistenza di uno scarto rilevante nell ’ interpre tazione che le due parti davano allo stesso. È probabile che i sovietici rite nessero invece palese il carattere in- frablocco del loro intervento e che siano rimasti stupiti e in una certa mi sura «indignati» della reazione ame ricana. Rimane comunque il fatto che la «diversità» della reazione america na è rimasta sul piano politico. Dal punto di vista delle reazioni militari vere e proprie, l ’ intervento in Afgha
nistan è stato trattato più o meno co me altri interventi militari sovietici all ’ interno del blocco. A questa con clusione mi sembra si possa giungere partendo dal fatto che gli USA non hanno esercitato alcuna contropres sione militare diretta o indiretta per costituirsi contropartite da scambiare con il ritiro dei russi, ma abbiano semplicemente approfittato delle rea zioni all ’ intervento sovietico per con solidare ed estendere la propria pre senza militare (basi e flotta) nella zo na. 6 La perdita in Etiopia di una posi zione del blocco occidentale c ’ era sì stata, ma come effetto di un colpo di Stato e di una rivoluzione di origine interna e non come risultato di un in tervento diretto o indiretto dei sovie tici.
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