Problemi della transizione 1981
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
determinanti e permissivi dei conflitti possiamo individuare al cune condizioni che permettono di parlare di una «propensio ne alla guerra» specifica dei paesi socialisti 20 . Queste condizioni sono: a) il peso relativamente elevato che nei rapporti tra paesi socialisti hanno i fattori legati al ter ritorio, alla sovranità e al controllo diretto delle risorse (con dizione 1); b) la marcata unificazione (verso l ’ esterno) degli interessi nazionali (condizione 2); c) l ’ elevato grado di integra zione dei centri di potere economico, politico e militare e la debolezza delle forme di contro-potere (condizione 7); d) la debolezza dei meccanismi non direttamente politici di integra zione internazionale e di controllo indiretto delle risorse e il contrasto tra la logica di funzionamento dei meccanismi forni ti dai mercati internazionali e i principi in base ai quali vengo no regolate le economie e le società socialiste; e) la notevole contiguità territoriale tra i paesi socialisti (condizione 5); f) le radici storiche che molte rivoluzioni socialiste hanno nelle guerre di liberazione nazionale; g) l ’ intensità dei rapporti mili tari tra paesi socialisti (condizione 3); h) le peculiarità di una visione della politica propria di una certa tradizione culturale (condizione 7); i) il fatto che l ’ appartenenza dei paesi bellige ranti ad uno stesso blocco riduce il rischio di un allargamento incontrollato del conflitto (condizione 6). L ’ analisi di alcuni aspetti strutturali della società socialista ha consentito di rilevare la presenza, con un segno positivo e valori talvolta non trascurabili, di alcuni tra quelli che abbia mo chiamato i fattori determinanti del potenziale di conflit tualità e di due tra i fattori permissivi. A questi fattori presenti nelle società socialiste (anche se non certo esclusivi di esse) che agiscono in senso positivo nel determinare l ’ entità della propensione alla guerra se ne deve contrapporre uno rilevante di segno negativo e cioè l ’ assenza di uno specifico interesse economico alla spesa bellica (sia dal punto di vista dello sviluppo complessivo della società sia dal punto di vista di specifici gruppi sociali che esercitano il con trollo sulle risorse economiche) e addirittura la presenza di un generale interesse al contenimento delle spese militari. 20 Con il termine «propensione alla guerra» intendo indicare la risultante di un complesso di fattori strutturali (e quindi permanenti lungo un arco di tempo abbastanza lungo) la cui presenza determina la probabilità (positiva e di valore non trascurabile) dell ’ esplosione di conflitti. Ovvia mente nessuna guerra è la semplice ri sultante di questi fattori strutturali; ognuna di esse è sempre legata a con tingenze storiche particolari le cui ra dici sono in genere da ricondurre ad un passato che precede l ’ instaurazio ne dei regimi socialisti. Proprio in quanto le considerazioni strutturali non sono mai in grado di spiegare pienamente l ’ esplosione di un particolare conflitto, si deve dire che nel caso dei paesi socialisti, non meno che in quello di paesi aventi al tri sistemi economico-sociali, qual siasi considerazione riferita agli ele menti permanenti che definiscono la struttura sociale può portare a ritene re l ’ esplosione di conflitti come qual cosa di possibile e mai come qualcosa di inevitabile. In ultima analisi la guerra non deve essere considerata come il prodotto inevitabile di un si stema che non sia univocamente ed esplicitamente orientato ad essa. Qualsiasi sistema capace di mante nersi e di svilupparsi anche in condi zioni di pace (e i sistemi socialisti rientrano certamente fra questi) può evitare la guerra.
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