Problemi della transizione 1981
Le guerre socialiste
Nelle economie capitaliste la produzione di mezzi bellici (anche se non necessariamente il loro impiego) svolge una se rie di funzioni stabilizzanti e di stimolo che non hanno riscon tro nel caso delle economie socialiste. Per le prime infatti la spesa militare, quando è interna, contribuisce a sostenere la domanda e consente (se finanziata con deficit pubblici) il rea lizzo di una più elevata quota dei profitti nel reddito nazionale e quando è estera assolve le stesse funzioni e in più consente di migliorare la bilancia dei pagamenti. Per le economie sociali ste invece gli effetti prevalenti della spesa bellica sembrano es sere quelli di compressione dei consumi interni e di rallenta mento del tasso di accumulazione e di crescita 21 . Nelle pagine precedenti siamo giunti ad individuare una serie di elementi che tendono a conferire un valore positivo e non trascurabile alla «propensione alla guerra» dei paesi so cialisti, in particolare nei confronti di altri paesi socialisti. L ’ esistenza di questo potenziale di conflittualità all ’ interno di un blocco è comunque soltanto una condizione necessaria e non una condizione sufficiente dell ’ effettiva esplosione di guerre. Dopotutto un blocco è caratterizzato anche da forti ele menti di coesione oltre che da tensioni interne. L ’ esplosione di una guerra è sempre e necessariamente il risultato di un grave deterioramento nel rapporto tra i fattori di tensione e i fattori di coesione. Tra i fattori di coesione due meritano di essere segnalati. Il primo è l ’ esistenza di aree di convergenza di interessi (a fianco dei conflitti di interessi). Tale convergenza ha un peso notevole quando nella valutazione dei membri di un certo blocco l ’ integrazione nello stesso determina complessivamente condizioni più favorevoli alla realizzazione degli obiettivi poli tici, sociali ed economici di ciascuno. Molti segni fanno ritenere che (soprattutto dal punto di vi sta economico) per molti paesi socialisti questa convergenza di interessi e il ruolo coesivo da essa svolto si siano attenuati 22 . Il rallentamento dei tassi di crescita delle economie socialiste, la loro accresciuta apertura ai e dipendenza dai mercati interna zionali e le difficoltà che molti di essi hanno incontrato ad in- serirvisi come esportatori, le stesse riforme economiche in trodotte in molti paesi hanno ridotto nei fatti e nella percezio ne di importanti settori dei gruppi dirigenti il grado di com plementarietà dei diversi obiettivi di sviluppo. Il secondo è legato alla funzione disciplinante che in seno a ciascun blocco svolge la potenza dominante. Anche da questo 21 La conferma di questa opinione viene dalla stessa recente strategia americana che sembra volere inco raggiare la spesa bellica sovietica avendo di mira la destabilizzazione del sistema economico e l ’ acutizza zione delle tensioni all ’ interno del blocco sovietico. In senso contrario va comunque ricordata la tesi, soste nuta da alcuni, secondo la quale una elevata componente di spesa militare, determinata e controllata politica- mente, sarebbe funzionale al mante nimento di un sistema di programma zione centralizzato e orientato secon do priorità stabili e rigide. 22 Per altri paesi socialisti invece, so prattutto tra quelli a un più basso li vello di sviluppo economico, la spin ta all ’ integrazione rimane forte.
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