Problemi della transizione 1981
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
ge e termine solo recentemente con la fine della guerra d ’ Indo cina nel 1975. In linea di principio, a partire da quell ’ anno 1975, molti elementi, tra cui il processo di distensione che aveva già dato alcuni risultati, potevano far ritenere che, sistemate le due aree di tradizionale rivalità tra le superpotenze, non sarebbe stato più necessario far esplodere conflitti di tale pericolosità da esser paragonabili a quelli che nei decenni precedenti ave vano spesso sfiorato lo scoppio della guerra mondiale. 6. Invece, ecco che tra il 1975 e oggi ricompaiono fattori di tensione, concentrati oltretutto in una sola area, che fino ad allora non era stata oggetto dell ’ eterno binomio fra conflit to e negoziato che aveva caratterizzato i rapporti fra le due su perpotenze in Europa e in Asia. Oggetto del contendere diventa dunque l ’ area che ruota at torno all ’ Iran. Durante tutto il periodo post-bellico la regione dell ’ oceano Indiano era stata sostanzialmente risparmiata dal conflitto USA-URSS, probabilmente per tre ragioni principali: prima di tutto, la debolezza dell ’ armamento militare conven zionale sovietico, l ’ incapacità cioè di compiere operazioni al di là della propria zona d ’ influenza e al di là del mare; in secon do luogo, perché il tasso di concentrazione della conflittualità in altre regioni (Europa e Asia orientale) era così alto da non consentire un impegno contemporaneo su due o tre teatri; in terzo luogo perché l ’ arretratezza politica, sociale e culturale dei Paesi di quell ’ area era ancora così grande da non far sup porre che vi fosse la probabilità di rovesciamenti rivoluzionari dei regimi dominanti negli Stati interessati. Per vent ’ anni, so stanzialmente tra il 1945 e la metà degli anni ’ 60, quest ’ area era stata considerata e quindi delegata all ’ influenza inglese, con l ’ eccezione parziale del Golfo dove gli USA, soprattutto dal punto di vista economico, si erano andati sostituendo fin dagli anni quaranta alla Gran Bretagna nel controllo dell ’ e strazione del petrolio. Ma quando, nel 1962, Londra decise di smobilitare rapidamente la propria presenza militare, quindi anche geopolitica, ad est di Suez, e dichiarò pubblicamente la propria uscita dalla regione come potenza garante degli equili bri, gli USA si posero il problema della sua supplenza. Vi fu un dibattito su questa opzione, all ’ epoca, all ’ interno dell ’ am ministrazione Kennedy e poi successivamente con Johnson. Ma l ’ inizio dell ’ impegno militare in Indocina, che risale pro prio a quegli anni, indusse gli americani a non impegnarsi in prima persona in quest ’ area. Per la verità qualche episodio di tensione fra Est-Ovest nella zona del Golfo era già avvenuto durante il periodo post-bellico, ma con effetti molto limitati. Il più grave fu forse quello del 1946, relativo alla presenza di forze armate sovietiche nelle Repubbliche dell ’ Azerbaigian e del Kurdistan, che, però, fu presto risolto. La fine di quelle Repubbliche coincise anche con la fine dell ’ occupazione sovie tica nel nord dell ’ Iran avvenuta durante la seconda guerra mondiale, che — per la cronaca — fu anche la prima prova di forza tra sovietici e americani dopo la guerra. I sovietici vennero accusati di essere in ritardo sui tempi previsti per la evacuazione delle regioni settentrionali della Persia. Si ebbe allora per la prima volta un monito molto se
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