Problemi della transizione 1981

L ’ Iran e le superpotenze

vero da parte del presidente Truman nei confronti di Stalin. I sovietici si ritirarono prontamente, ma si trattò del primo atto di vera crisi tra le due potenze che avevano combattuto la guerra da alleate. Tuttavia, con l ’ esclusione di qualche episo dio successivo, che ebbe per suo centro ancora una volta l ’ Iran (come l ’ esperienza di Mosaddeq o il colpo della CIA che rimi se sul trono lo Scià, oppure la rivoluzione irachena del 1958), non vi furono più fatti o crisi che minacciassero gli equilibri di area. Dal 1975 però le cose sono cambiate. Elenco qui rapida mente i fatti che si susseguono senza dilungarmi a spiegarne nei dettagli il significato: la questione del petrolio e dell ’ ener gia; l ’ inflazione; la crisi economica dei paesi occidentali e del loro modello di sviluppo; la nuova capacità sovietica di inter vento oltremare (basti pensare al potenziamento della flotta negli anni tra il ’ 60 e il ’ 75 e alla nuova mobilità delle truppe aviotrasportate che si è palesata nelle vicende dell ’ Ogaden e dell ’ Eritrea); una certa tendenza alla «diffusione di potenza» nel Golfo che contrasta con le linee «bipolari» essenzialmente accentratrici; il fallimento della dottrina Nixon; il risveglio islamico; la reazione sovietica al doppio accerchiamento in Asia orientale (si vedano i rapporti Cina-URSS e Cina-Viet- nam) e in Europa, in conseguenza anche deH ’ irrigidimento do vuto alla politica di riarmo. Secondo alcune tesi, l ’ attivismo e l ’ interventismo sovietico nell ’ area di cui stiamo trattando che, perlomeno indirettamen te, anche la rivoluzione iraniana alimenta, non sarebbe deter minato tanto da una sostanziale aggressività e neppure è da prendere come una manifestazione di particolare forza milita re da parte del Cremlino, quanto piuttosto come una reazione alla percezione di Mosca del progressivo squilibrio politico e diplomatico dovuto alle relazioni strette intervenute tra la Ci na e gli Stati Uniti. Secondo altre interpretazioni invece, l ’ atti vismo sovietico in quest ’ area, che veniva finora considerata il ventre molle e disarmato dell ’ occidente, è dovuto proprio alla esigenza geopolitica sovietica di espandere la propria zona d ’ influenza per ragioni sia interne sia internazionali. Indubbia mente, nei cinque anni dopo il 1975, una serie di episodi poli tico-militari attivati in parte dall ’ Unione Sovietica si sono con centrati in questa regione. A partire dalla questione del Corno d ’ Africa, alle tensioni permanenti Mozambico-Rodhesia, al problema dello Yemen, dell ’ Iran, la crisi ancora più macro scopica dell ’ Afghanistan (colpo di Stato del 1978 prima e poi intervento sovietico alla fine del 1979), nonché le relazioni speciali che l ’ URSS ha stabilito con l ’ india di Indirà Gandhi hanno creato gravi problemi di destabilizzazione. 8. Di fronte a tale situazione, come tendono a rispondere gli USA? Non sono convinto, a differenza di altri analisti della poli tica delle grandi potenze nell ’ area, che manchi una relazione biunivoca fra il problema dell ’ Iran e quello dell ’ Afghanistan, e che addirittura vi sia una gerarchia indipendente fra le due questioni per cui un problema è più importante dell ’ altro e quindi essi devono essere affrontati separatamente. In Ameri

169

Made with FlippingBook - Online Brochure Maker