Problemi della transizione 1981
I poveri e la storiografia
una ricchezza di implicazioni e suggestioni che non si possono qui approfondire, ma con viene notare che egli procede a connettere l ’ assistenza con una delegittimazione delle in quietudini ribellistiche delle plebi dell ’ epoca: la reclusione salva il povero dalla miseria, ma gli richiede, in cambio, l ’ introiezione di valori — il cristianesimo non è, com ’ era invece acca duto nella non lontana guerra dei contadini tedeschi, elemento propulsore del mutamento sociale, ma, al contrario, esige subordinazio ne ai poteri esistenti — che appaiono, nella si tuazione, funzionali alla conservazione dei gruppi dominanti. Il Ricci, invece, respinge l ’ ideologia imper niata sulla richiesta di assistenza al povero, ri tenendola responsabile della decadenza eco nomica degli stati. Elabora tuttavia, e si pro pone di diffondere, un ’ altra ideologia: il mise rabile, spontaneamente e senza bisogno di re clusioni, aderirà ad un sistema che, in cambio della sua offerta di lavoro, gli fornirà un sala rio superiore all ’ elemosina prima percepita. Non è difficile capire che qui muta l ’ organiz zazione del consenso in stretta connessione col mutare delle circostanze storiche: in un momento in cui l ’ incipiente rivoluzione indu striale mostra ai più avveduti governanti che il pericolo sociale rappresentato dai poveri sta, assai più che nel ribellismo, nel rifiuto del lavoro subordinato ed eterodiretto dall ’ im prenditore, occorre liquidare la pratica assi stenziale che, se calmava i poveri d ’ antico re gime, ne incentivava anche l ’ inerzia o, nei casi migliori, una bassissima produttività. L ’ ade sione ai gruppi dominanti si otterrà inculcan do ai poveri l ’ ideologia del nesso tra intensità di lavoro e remunerazione economica. Occor rerebbero evidentemente indagini più pene tranti e complessive di quanto non sia qui possibile svolgere; ma l ’ esempio pare mostra re a sufficienza la fecondità di un ’ analisi orientata a scorgere nelle politiche verso i po veri i modi di organizzazione del consenso ri spetto al pericolo sociale che essi rappresenta no nelle specifiche circostanze storiche. 4. Un secondo aspetto del convegno su cui pare opportuno fare qualche breve considera zione riguarda la mancanza di contributi rela tivi al modo in cui, nell ’ età moderna e con temporanea, si sviluppa la scelta della povertà «volontaria». Il fenomeno — la cui presenza, com ’ è noto, rende così difficile giungere ad una definizione corretta del povero, costrin gendo lo storico ad utilizzare categorie gene ralissime: l ’ escluso dalle forme storicamente emergenti di potere; colui che alla minima fluttuazione negativa della congiuntura eco nomica perde la possibilità della sussistenza; ecc. — ha in primo luogo una dimensione di carattere religioso-istituzionale. Agli inizi dell ’ età moderna sorgono nella chiesa tutta una serie di ordini religiosi che, prevedendo come elemento caratterizzante una vita pove ra e dedita all ’ assistenza dei reietti, riassorbo- no all ’ interno della istituzione ecclesiastica quei fermenti e quelle tensioni di riforma per sonale e di rinnovamento ecclesiale che nume rosi cattolici allora coltivarono nella riscoper ta del valore centrale della povertà evangelica per l ’ esperienza religiosa. Ma, al di là di que sto aspetto — la cui analisi occorrerebbe co munque sottrarre a certa storiografia ecclesia stica che sembra in primo luogo preoccupata di subordinare il lavoro storico ad esigenze di tipo teologico o addirittura apologetico — esiste una povertà volontaria che sfugge ai ca nali tradizionali dell ’ istituzione, per esprimer si in forme più libere, talora eccentriche, ma comunque assai significative sia per la storia religiosa che per quella civile. Senza insistere su fenomeni ormai ben co nosciuti — si vanno moltiplicando gli studi su profeti erranti, romiti, vagabondi che all ’ ini zio dell ’ età moderna sembrano esprimere atte se, speranze, tensioni profonde del mondo dei poveri in decenni di grande accelerazione dei mutamenti storici — , si può richiamare un esempio che, nonostante le numerose biogra fie agiografiche manca ancora di un serio ed adeguato esame 4 5 : quello di Benedetto Labre. Questo figlio di un ’ agiata famiglia francese, la cui ansia di vivere in povertà non trova soddi sfazione nelle rigide regole dei più austeri or dini religiosi, trascorre la vita mendicando, girovago per i santuari d ’ Europa, e spoglian dosi di quanto gli appare superfluo ad un mi serabile tenore di vita a favore dei poveri che incontra sulle sue strade. La vicenda, così
5 Per qualche ulteriore accenno si consulterà V.E. G iuntella , Roma nel Settecento , Bologna 1971.
177
Made with FlippingBook - Online Brochure Maker