Problemi della transizione 1981

Archeologia industriale

parazione esistente tra storia degli oggetti e storia degli uomini che sembra dividere altre esperienze archeologiche industriali in Europa 15 6 . Fra le altre ricerche realizzate in Lombardia va segnalata quella di Maurizia Battaglini e Laura Manzetti 17 sulla conversione dei mona steri urbani milanesi in manifatture industriali tra Sette ed Ottocento con la soppressione de gli ordini religiosi operata per iniziativa del governo austriaco prima e delle istituzioni na poleoniche poi. È questo un aspetto poco no to della storia industriale italiana che merite rebbe un approfondimento per altri centri ur bani, capace di attribuirgli dei connotati di specificità, in quanto solo in Italia si profitta, soprattutto a livello urbano e suburbano, di questi singolari ma non del tutto incongrui contenitori per installarvi cicli produttivi or ganizzati secondo il sistema di fabbrica. Il monastero presentava certe caratteristiche che permettevano una facile adattabilità a deter minati cicli produttivi; alla sequenza delle cel le conventuali corrisponde ora quella dei telai e filatoi, mentre le derivazioni d ’ acqua dei na vigli utilizzate in precedenza per l ’ irrigazione degli orti e per i consumi igienici diventano una risorsa per produrre energia idraulica e per realizzare lavaggi e tinture dei tessuti. Un ’ altra iniziativa degna di rilievo è stata la mostra, Permanenze e modernizzazione. Per una storia dell ’ industria in Umbria, realizzata a Terni nel 1978 da alcuni istituti storici dell ’ Umbria. Qui l ’ approccio per studiare la storia industriale regionale oltre alla pura ne cessità documentaria, è tutto storiografico. La tesi del dualismo economico viene ripresa nel la sua interezza per leggere la storia regionale: sia la dicotomia all ’ interno dei singoli settori naturali come il tessile e l ’ alimentare oscillanti tra un artigianato rurale articolato su un ’ eco nomia di autoconsumo e le prime forme indu striali dei medesimi settori, sia quella risultan te dalla decisione tutta politico-militare di

realizzare a Terni un grosso impianto siderur gico volto agli approvvigionamenti militari. Su questa proposizione storiografica si è arti colata una interessante mostra fotografica sul sistema di fabbrica tra Otto e Novecento, rea lizzata utilizzando ampiamente gli archivi del le imprese che evidentemente non devono es sere dati per completamente persi, e questo è un ulteriore elemento importante della ricerca archeologica industriale. Più marcatamente collegato al dibattito sto riografico in corso sui temi della formazione di imprenditorialità e forza-lavoro, e della di cotomia controllo/conflittualità sociale appa re il convegno, Schio e Alessandro Rossi, im prenditorialità politica, cultura e paesaggi so ciali nel secondo Ottocento, del dicembre del 1979; esso, e per le forme urbane di Schio, e per l ’ organizzazione del territorio circostante attorno alla produzione laniera sottende un discorso di archeologia industriale favorito anche dalla persistenza in loco di un ’ impresa, la Lanerossi, che grazie ai processi di conser vazione inerziale delle strutture edilizie, ha operato una funzione di mantenimento di im portanti fabbricati industriali 18 . L ’ interesse per l ’ archeologia industriale è continuato anche nell ’ area meridionale, occu pandosi soprattutto delle manifatture pro mosse dalla monarchia borbonica secondo una lettura storiografica «neomeridionalisti ca» che individua una deliberata tendenza da parte dei governi post-unitari nel liquidare il patrimonio industriale meridionale favorendo l ’ economia settentrionale. Dopo la manifattura serica di S. Leucio è stata la volta delle ferriere e delle fabbriche d ’ armi calabresi di Mongiana e di Ferdinan- dea oggetto e di una accurata indagine storica 19 , e di tentativi di recupero anche per il rilievo architettonico degli impianti 20 , men tre risale a questi mesi un progetto di conser vazione localizzato a Pietrarsa relativo alla prima ferrovia Napoli-Portici 21 .

18 F. B arbieri , Archeologia indu striale nel Veneto: dall ’ opificio di Niccolò Tron (1726 ca.) alla «fabbri ca alta» di Alessandro Rossi (1862), in «Ricerche di storia dell ’ arte», n. 7, Roma, 1978-79, pp. 9-28. 19 G.E. R ubino , Archeologia indu striale e mezzogiorno, Roma 1978. 20 B. D e S tefano M anno , G. M a - tacena , Le Reali Ferriere ed Officine di Mongiana, Napoli 1979. 21 Quel treno del 1839, in «Qui Touring Notizie» del 15/22 novem bre 1980.

15 M. N egri , C. S imoni , Archeolo gia industriale e ricerca storica locale, in «Studi bresciani», n. 1 1980, pp. 117-124. 16 L ’ archeologia industriale oggi: in tervista con Kenneth Hudson, a cura di M. N egri , in «Archeologia indu striale», n. 6,1979, pp. 1-2. 17 M. B attaglini , L. M anzetti , Monasteri, conventi e chiese milanesi convertiti in manifattura tra la fine del XVIII secolo e l ’ inizio del XIX se colo, in «Archeologia industriale», n. 4-5, 1979, p. 3-6.

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