Problemi della transizione 1981

Dopo il terremoto

dei continenti nel corso delle ere geologiche. Fino a qualche decennio fa la sismologia italiana era fra le prime nel mondo, per il semplice motivo di possedere uno dei più ricchi ed anti chi patrimoni di esperienze sismiche: ma quando è maturato il momento applicativo la disciplina sismica italiana è rimasta indietro, mancante di fondi, di riconoscimenti istituzionali, ma specialmente di una cultura di massa che ne reclamasse la presenza pratica nella società. Eppure il ricco patrimonio italiano di eventi sismici rap presentava la più solida base operativa per una politica contro i terremoti, indicando con relativa precisione le zone sismiche, classificate secondo l ’ intensità e addirittura la periodicità delle scosse. Eppure, malgrado la documentazione scientifica e la stessa memoria storica, le indicazioni legislative scaturite dalle conoscenze empiriche disponibili, sono state sempre conside rate in Italia non una inderogabile necessità, ma più che altro un incomprensibile balzello, rimanendo spesso inapplicate per trascuratezza pubblica, disonestà privata e disinteresse collet tivo. La legislazione edilizia antisismica vigente risulta allora non soltanto arretrata sul piano tecnico e scientifico, ma an che artificiosamente modificata, per escludere questo o quel comune dai costi aggiuntivi necessari per garantire le costru zioni dal rischio dei terremoti: si badi che, per i nuovi fabbri cati, la maggiorazione di costo per le costruzioni antisismiche non supera in generale il 10% del costo complessivo e che dunque in una zona sismica il rispetto dell ’ apposita legge rap presenta un investimento largamente compensato anche se condo calcoli puramente economici. Quanto alla garanzia che le norme antisismiche siano di massima sufficienti a ridurre drasticamente il rischio, migliaia e migliaia di esperienze ita liane e straniere possono concretamente dimostrarlo. E la tele visione ha potuto convincerne milioni di italiani con le riprese effettuate dopo il 23 novembre 1980 a Nuova Melito, un vil laggio dell ’ Irpinia ricostruito con rigidi criteri antisismici dopo il terremoto del 1962, che è uscito intatto dalla più recente ca tastrofe. Come definire allora gli atti legislativi che nel passato sono in molti casi serviti a declassificare un comune rispetto alla legge sismica? I casi sono decine e decine e non hanno mai trovato eco presso l ’ opinione pubblica, come nel Parlamento nazionale. Del resto una elaborazione più aggiornata scientifi camente della carta sismica d ’ Italia non è stata promossa dallo Stato neppure dopo i più disastrosi terremoti di questo dopo guerra: e se oggi questa carta è stata approntata, almeno in una prima stesura, lo si deve alla testarda iniziativa di un gruppo di specialisti 6 * * * * il che hanno saputo approfittare dei miseri fondi disponibili per la ricerca scientifica. Dalle prime infor mazioni risulta che l ’ elenco dei comuni sismici è destinato a moltiplicarsi, investendo ampie zone trascurate nel passato e

6 Mi riferisco agli studiosi del Pro getto geodinamica del CNR, di cui questo numero di Problemi della Transizione pubblica il fondamentale documento presentato al Parlamento il 10 dicembre 1980.

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