Problemi della transizione 1981
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
sane con edifici direzionali o con uffici terziari, verso i quali anche molte amministrazioni di sinistra mostrano oggi simpa tie poco giustificate. Il decongestionamento deve servire insie me a riequilibrare il territorio regionale e a qualificarlo, realiz zando a Napoli e nell ’ armatura urbana della Campania non soltanto nuove abitazioni per i terremotati, ma anche struttu re produttive, servizi sociali e infrastrutture tecniche per l ’ igie ne, l ’ energia, le comunicazioni: il decentramento abitativo nel territorio extraurbano di Napoli rappresenta una prima scelta coraggiosa degli amministratori di sinistra del capoluogo campano, ma l ’ operazione deve entrare ancor più in profondi tà nel tessuto regionale e specialmente investire radicalmente gli apparati industriali e il sistema infrastrutturale. Anche per l ’ industria e le infrastrutture è allora necessario ripetere che non bastano soltanto finanziamenti «addizionali» attribuiti al Mezzogiorno, ma occorre cambiare la qualità del la politica nazionale con cui sono stati gestiti fin ’ ora gli inve stimenti. Che la politica dei grandi complessi, delle cattedrali nel deserto, non abbia prodotto i risultati sperati dai governi e dagli esperti ormai l ’ hanno capito tutti: come hanno capito che invece va incoraggiata, sostenuta, organizzata la nascita di piccole e medie industrie, diffuse a «grappolo», a «cespu glio», come le hanno chiamate a posteriori quegli economisti che in esse prima non credevano, per definire lo sviluppo pro duttivo caratteristico degli ultimi dieci anni in regioni come l ’ Emilia-Romagna e il Veneto, la Toscana e le Marche. Indu strie che, tra mille difficoltà e contraddizioni, cominciavano a svilupparsi recentemente anche nel retroterra campano e nelle stesse zone interne poi colpite dal terremoto: aziende che fon dano la propria ragione di essere sostanzialmente sul capitale umano e che, proprio per questo, se aiutate a diffondersi e a crescere potranno contribuire in termini decisivi alla rinascita delle aree colpite dal sisma e all ’ economia nazionale. Così come la ricostruzione dopo il terremoto del Mezzo giorno può servire a far decollare una nuova politica naziona le per le infrastrutture delle comunicazioni, dell ’ energia e dell ’ igiene. I due disastri ferroviari sulla Napoli-Reggio Cala bria hanno drammaticamente ricordato la spaventosa arretra tezza delle nostre ferrovie meridionali: bisogna però che non ci facciano dimenticare che tutta la rete ferroviaria italiana è allo sbando, che in treno quasi non viaggiano più merci e che i passeggeri sono trasportati in condizioni generalmente esa speranti e in tempi spesso doppi di quelli europei corrispon denti. Le immagini televisive del dopo terremoto ci hanno inoltre ricordato che usciti dalle autostrade e dalle superstrade nelle zone interne del Mezzogiorno si torna indietro di mezzo seco lo e in questo il sud si trova ancora una volta assai peggio del nord: ma ciò non deve ingannare, è la politica nazionale dei trasporti asservita alla motorizzazione individuale la causa
12. Cambiare la qualità degli investimenti
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