Problemi della transizione 1981

Dopo il terremoto

primaria degli squilibri particolari, ma specialmente della crisi generale del sistema nazionale di traffico. Perché anche da parte imprenditoriale si continua ad agitare lo spettro della di soccupazione che un cambiamento di rotta nella politica dei trasporti provocherebbe nel settore automobilistico? Forse che i colossali investimenti necessari per rinnovare la rete ferrovia ria nazionale, ampliare le reti di metropolitana esistenti, dif fondere la tranvie veloci intecomunali in almeno dieci grandi città, moltiplicare i mezzi di trasporto pubblico nei centri ur bani e sulle reti provinciali, forse che tutta questa produzione necessaria al «cambiamento di rotta» non rappresenterebbe una solida prospettiva produttiva e occupazionale per molti e molti anni? Del resto non metterebbero in moto nuove strutture pro duttive le enormi esigenze infrastrutturali nei settori dell ’ ener gia e dell ’ igiene? Dai metanodotti agli impianti di depurazio ne, dagli impianti di cogenerazione e teleriscaldamento ai si stemi fognari, dagli acquedotti ai rigeneratori di rifiuti, la pos sibilità di impiantare e sviluppare un sistema industriale di ti po nuovo e nello stesso tempo la necessità di dotare il Mezzo giorno e il Paese intero di una rete infrastrutturale adeguata alle esigenze dei tempi, tutto questo non rappresenta certo un intervento di tipo assistenziale, ma al contrario costituisce la base indispensabile di un nuovo modello di sviluppo economi co. La catastrofe prodotta dal sisma nel Mezzogiorno e la drammatica crisi che a Napoli il terremoto ha messo a nudo, non sono dunque episodi, magari clamorosi, che possano es sere chiusi in qualche modo con sacrifici anche generosi da parte della collettività nazionale. Per abbondante che possa essere l ’ ammontare dei finanziamenti destinati al dopo terre moto saranno soldi gettati in un pozzo senza fondo, se a spen derli sarà il vecchio sistema economico, la vecchia politica, la vecchia cultura, se la qualità delle scelte principali non investi rà l ’ intera nazione, senza limitarsi soltanto al Mezzogiorno. Un modo nuovo di affrontare il rapporto fra l ’ uomo e la natura costituisce una caratteristica essenziale di questa quali tà: modo nuovo che non nasce, come alcuni pensano, da mo tivazioni estetiche, romantiche o moralistiche, ma risponde in definitiva agli interessi generali dei lavoratori, perché va in contro alle necessità di occupazione e garantisce migliori con dizioni di vita, perché dalla soluzione che sarà data a questo rapporto nei prossimi anni dipende in larga misura la nuova attribuzione fra i gruppi sociali dei mezzi di produzione, dei beni prodotti, delle risorse disponibili. Questo nuovo rappor to fra economia e territorio ha certamente bisogno di istituzio ni adeguate, di alleanze politiche, di principi morali, ma non potrà fare a meno di un rinnovamento culturale delle cono scenze, che investa tutta la società dal vertice alla base.

13. Cambiare il Paese per cambiare il Mezzo giorno

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