Problemi della transizione 1981

W. Benjamin

trasgressiva delle articolazioni di una forza-invenzione che svaluta e ribalta gli ordini di un sistema di potere violente mente teso alla rimozione dell ’ ineffettualità del proprio pro durre razionalità, normatività. L ’ analisi benjaminiana assume la logica della separazione nella critica dei ripetuti tentativi di restituire un senso conclusivo ad un orizzonte instabile, scon volto dalle provocazioni ed emergenze del conflitto: il suo ri schio teorico non introduce investimenti di significato in una totalità vuota e alienata, bensì si realizza in una sorta di po tenziamento del negativo attuato attraverso una decisiva aper tura alle possibilità estreme contenute negli scarti e nelle di scontinuità del moderno. Benjamin è un «Kritiker, in kriti- scher Position, an den Grenzen, ein Mann der Grenze» 1 . Il discorso benjaminiano mostra le forme della produttivi tà, il gioco delle differenze, nelle posizioni suggerite ed esalta te dalle continue sollecitazioni di un negativo posto al di là dell ’ orizzonte conoscitivo dato. L ’ incognita costituisce la ner vatura sperimentale di un testo che si costruisce nella varietà delle proprie figure linguistiche, impedendosi ogni ricomposi zione del diverso nell ’ identico: la forza produttiva del trasfor mare vuole una scrittura della modernità che infranga la prati ca teorica della rimozione-sublimazione del conflitto. L ’ analisi del moderno, la sua scrittura, tende a porsi in Benjamin come la traduzione dei sintomi del farsi potenza delle nuove condi zioni di possibilità mostrate dall ’ estremo nell ’ attività combina toria dei segni: «Posso concepire lo scrivere, in generale, solo come attività poetica, profetica, obiettiva, per quanto concer ne il suo effetto, ma in ogni caso soltanto magica, vale a dire im-mediata, [...] Vedo continuamente che la purissima elimi nazione dell ’ indicibile nel linguaggio è la forma che ci è data e per noi più naturale per agire all ’ interno del linguaggio e in questo senso attraverso di esso. Questa eliminazione dell ’ indi cibile mi pare coincidere esattamente con lo stile veramente obiettivo, sobrio e spoglio, e delineare la relazione fra cono scenza e azione all ’ interno della magia linguistica. Il mio con cetto di stile e modo di scrivere obiettivo e insieme altamente politico è questo: condurre a ciò che si rifiuta alla parola; solo dove si schiude questa sfera del muto nel suo potere indicibil mente puro, può scoccare la scintilla magica fra la parola e l ’ azione movente, dove sta l ’ unità di questi due momenti ugualmente reali. Solo la direzione intensiva delle parole den tro il nucleo del più profondo ammutolire raggiunge la vera efficacia» 2 . La vicenda conflittuale del moderno non si risolve in un dominio simbolico retto da un significato primo: il potenziale semantico della scrittura sperimentale propria del testo benja- miniano è costituito dall ’ attività combinatoria di segni la cui identità non è garantita nel tempo. Lo spazio del segno si rap presenta come differenza, ri-velazione del flusso di un divenire che non sopporta identità: la produttività dell ’ incognita impe

1 «Critico, in posizione critica, ai li miti, un uomo del limite». J. D erri da , Ein Portràt Benjamins (trad. in tedesco dall ’ originale francese di B. Lindner), in AA.VV., «Links batte noch alles sich zu entràtseln. .. » Wal ter Benjamin im kontext, Syndikat,

Frankfurt am Main, 1978, p. 173. 2 W. B enjamin , Lettere 1913-1940, trad. it. di A. Marietti e G. Back- haus, Einaudi, Torino, 1978, p. 24.

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