Problemi della transizione 1981
Difendersi dai terremoti
Prescindendo dalle iniziative in corso a cura del P.F. «Geodinamica» e di quanto sviluppato negli ultimi anni dall ’ ENEL e dal CNEN con obiettivi particolari, è purtroppo molto facile constatare come l ’ organizzazione scientifica italia na nel campo della difesa dai terremoti sia affetta da gravi ca renze strutturali e funzionali. Sotto il profilo strutturale è del tutto palese, ad esempio, la sovrapposizione di compiti fra ING e Servizio sismico del Ministero LL.PP. nel campo della rilevazione dei dati sismici; di fatto quanto la legge istitutiva assegna al Servizio in questo campo è già compreso nei compiti istituzionali dell ’ ING. A sovrapposizioni di questo tipo si contrappongono, d ’ al tra parte, vuoti macroscopici in altri campi di ricerca. A que sto riguardo si può evidenziare la totale assenza di iniziative istituzionali nel settore delle ricerche sulla sismotettonica, sul la sismogenesi, sul comportamento delle vecchie costruzioni, sui criteri di uso del territorio. A queste assenze se ne aggiun gono altre in settori più specifici, come quello dello studio de gli tsunami. È ancora da citare l ’ esistenza di settori di ricerca che risul tano coperti in modo incompleto e, talora, soltanto nominale. Tra questi settori sono da citare quello della rilevazione ma crosismica, affidato a pochi ricercatori di buona volontà, e quello della elaborazione di cataloghi sismici. Per quanto ri guarda questo ultimo argomento si deve ricordare che il cata logo più completo oggi disponibile è quello elaborato dal- l ’ ENEL, che necessita ancora di notevoli perfezionamenti, e che deve, comunque, essere aggiornato. Sempre in relazione a sostanziali carenze in campi di fon damentale importanza, uno degli esempi più vistosi è rappre sentato dalla Rete sismica nazionale. L ’ attuale rete, realizzata con gravi difficoltà dal P.F. «Geodinamica», non può ancora fare affidamento su una istituzione gestionale permanente, ta le da poter avviare la trasformazione da iniziativa praticamen te spontanea, e pertanto precaria, a struttura stabile in grado di svolgere permanentemente e con sicura affidabilità i compi ti assegnatele. Passando ora ad esaminare la funzionalità degli Enti istitu zionalmente preposti allo sviluppo di ricerche attinenti la dife sa dai terremoti, è da rilevare come tale funzionalità sia gene ralmente compromessa da una sensibile sproporzione fra i compiti istituzionali e reali possibilità operative. Uno degli esempi più vistosi al riguardo è rappresentato dal Servizio sismico del Ministero LL.PP. Non è chiaro a nes suno come questo Servizio possa assolvere ai compiti assegna tigli con un organico come quello esistente e collocato, com ’ è all ’ interno di una struttura ministeriale. Quanto all ’ ipotesi che la carenza di organico sia un fatto solo momentaneo, può es sere istruttivo ricordare la storia e lo stato di funzionalità at tuale di un altro servizio nazionale di fondamentale importan za, quale il Servizio geologico. Una sproporzione analoga è facilmente individuabile an che per l ’ istituto nazionale di geofisica, dotato di un organico più numeroso, ma affetto da una vastità di compiti e funzioni (corrispondenti di fatto alla totalità della ricerca geofisica) an cora più rimarchevole. Oltre a carenze generali di ordine fun 2 - Considerazioni sulla efficienza della organiz zazione
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