Problemi della transizione 1981

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

Marramao — Si parla sempre di più di «crisi dei partiti». Secondo te, si tratta di una crisi di tutti i partiti o di un tipo particolare di partito? Come vedi il futuro del partito di mas sa (PCI e SPD in specie) dentro questa dinamica di trasforma zione dei sistemi politici occidentali? Offe — Anche la tanto discussa «crisi dei partiti» può es sere ricondotta alla problematica della «lotta» e della «re sponsabilità». E noto come molti autori abbiano creduto di vedere nei partiti politici una tendenza di sviluppo definita dei due poli, da un lato del movimento sociale strutturalmente e culturalmente omogeneo, con un preciso programma politico ideologico, e dall ’ altro dell ’ organizzazione di massa «respon sabile», finalizzata cioè all ’ assunzione di responsabilità di go verno, de-ideologizzata, internamente pluralistica e fortemen te burocratizzata. Questo modello di sviluppo dei partiti poli tici ha un preciso riscontro nella storia postbellica dei partiti socialdemocratici (e anche lo sviluppo del PCI non sembra averlo efficacemente confutato). Il vero problema è, dal punto di vista sia teorico che politi co, sapere perchè alla fine di tale sviluppo, tanto spesso salu tato dai teorici liberali come processo di razionalizzazione e modernizzazione dei partiti politici, ci troviamo poi di fronte una situazione generalmente avvertita come «critica». I sinto mi di questa crisi sono manifesti. La pluralizzazione interna della base sociale ed elettorale dei partiti politici rende difficile la formulazione di una posizione programmatica che sia in qualche misura chiara e differenziata. I partiti perdono la pro pria identità e tendono a degenerare in permanenti alleanze elettorali di ali e correnti eterogenee. Essi perdono così la ca pacità di formare, unificare e rappresentare la volontà della massa elettorale. Ne consegue che il loro diritto di rappresen tanza viene vieppiù contèso da altre forme d ’ azione politica collettiva (movimenti sociali, lotte sindacali, le «Burgerinitia- tiven» nella RFT), o anche soltanto messo in dubbio da un ci nismo politico in evidente aumento. Nel contesto della «solu zione» neocorporativa, i partiti politici si presentano comun que come elemento di pura facciata che non lascia più intrav- vedere le strutture di potere e i conflitti che vi si celano dietro. Tutti questi fenomeni indicano che ai partiti politici si potrà difficilmente assegnare un ruolo decisivo nei processi di tra sformazione sociale, a meno che non riescano a sviluppare nuove forme di integrazione e mobilitazione della loro base sociale ed elettorale, a creare, cioè, un nuovo «equilibrio» tra «lotta» e «responsabilità», e ad assorbire la struttura forte mente frammentaria e le tematiche dei vari movimenti che so no in concorrenza col sistema partitico.

Marramao — La ricetta «neoconservatrice» — da te ana lizzata molto lucidamente nel volume collettaneo curato da Habermas 1 — è particolarmente pericolosa proprio nella mi sura in cui coglie alcuni aspetti nuovi della crisi politica, che sfuggono alle analisi marxiste ortodosse. Non a caso, essa fa

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