Problemi della transizione 1981

Politica in una società complessi

abilmente leva sui nuovi fenomeni conflittuali che mettono in crisi i partiti, aprendo un varco tra bisogni sociali e capacità di prestazione del sistema politico. Ho tuttavia l ’ impressione che questa ricetta finisca per creare molte più contraddizioni di quante in realtà non ne risolva. Mi spiego meglio riferendo mi a quello che in Europa rappresenta il più organico soste gno teorico del neoconservatorismo: vale a dire l ’ approccio si stemico di Luhmann. La soluzione autoritaria emergente da questa concezione si fonda sulla pretesa di tradurre l ’ intera gamma dei processi di decisione politica in procedure pura mente amministrative. Ora mi chiedo, e ti chiedo, non è illu soria la pretesa di risolvere in termini di maggiore efficienza, performatività ed elasticità amministrativa quelle strozzature nel funzionamento del sistema politico derivanti proprio dalla ingovernabilità dei conflitti prodotti dall ’ intervento dello Stato nell ’ economia e nella composizione sociale? Dove sta allora la garanzia che le operazioni di «riduzione (amministrativa) del la complessità» non producano una complessità ancora più elevata? Offe — Già affrontando il tema del «neocorporativismo» abbiamo avuto modo di vedere che oggi i tentativi dello Stato capitalista moderno di aumentare la propria razionalità e go vernabilità non si limitano più al settore della riforma ammi nistrativa e dell ’ adozione di nuove tecniche di gestione; i ten tativi dello Stato investono oggi il campo delle organizzazioni sociali, alla ricerca di alleati «quasi pubblici» e di truppe ausi- liarie che, nelle forme prestabilite, partecipino all ’ adempimen to di programmi statali. Il risultato di tutto ciò è un ampio cartello di poteri pubblici e quasi pubblici che in realtà non concorre a promuovere, ma a sospendere le funzioni del con flitto produttivo, dell ’ innovazione e della trasformazione. Quanto più statalisticamente si comporteranno i portavo ce del conflitto sociale, valorizzando come loro compito prin cipale la partecipazione alla razionalizzazione amministrativa, tanto più anti-statalistici, informali e privi di potere saranno i canali in cui i conflitti politici cercheranno uno sbocco alter nativo. Vedo una crescente polarizzazione — e ciò non riguarda sol tanto la RFT — che può essere schematicamente così descrit ta: quanto più complesse e raffinate sono le «soluzioni» esco gitate ai fini del controllo e del governo amministrativi, tanto più primitive e regressive divengono le forme di conflitto e di resistenza. Il conflitto, a cui vengono a mancare proprie forme espressive legittime ed efficaci (come ad es. partiti, associazio ni, mass media d ’ opposizione), regredisce a livello di tafferu

1 J. H abermas (a cura di), Stich iv or te zur «Geistigen Situation der Zeit», 2 voli., Frankfurt am Main 1979 (su cui si veda G. Marramao, Il paradigma dell ’ ingovernabilità, in «Pace e guerra», a.I., n. 1, marzo 1980).

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