Problemi della transizione 1981

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

do criticamente il tema più complesso della estensibilità all ’ uo mo delle metodologie comportamentali e delle analisi per omologia del comportamento umano. L ’ apparizione in Italia della traduzione di diversi testi di sociobiologia wilsoniana 9 ha scatenato una notevole polemica che, giova ricordarlo, era stata preceduta da alcuni articoli (ri cordo quello di Bignami sul «Manifesto» del 7 dicembre 1978 per la sua incisività) e persino da un seminario nazionale (1° Seminario sulla Sociobiologia) tenuto il 20-21 aprile 1979 a Roma al CNR e organizzato da F. Robustelli dell ’ istituto di Psicologia del CNR e dallo scrivente. Non è certo qui il caso di analizzare i contributi apparsi sulla stampa nazionale (si rimanda alla relazione di M. In grosso e S. Manghi, tenuta al 2° Seminario sulla Sociobiolo gia, Parma, 30 maggio 1980), anche perché in generale impo stati in maniera scorretta (con titoli di alta levatura culturale) e senza dare al lettore medio reali strumenti critici di interpre tazione. Tra le poche eccezioni è doveroso ricordare alcuni articoli apparsi sul «Manifesto», l ’ articolo di L. Gallino, curatore an che di una traduzione di un dibattito sulla sociobiologia tenu to nel 1977 negli USA e autore di un interessante saggio intro duttivo ed infine quello di Bernardi apparso sulla rivista «L ’ Uomo» 10 . In questo contributo preme invece, come già accennato, esaminare alcuni problemi posti dalla sociobiologia wilsonia na ed il tipo di risposta che si può dare senza lasciarsi intrap polare dalla polemica stessa, ma cercando di far crescere la nostra preparazione metodologica nello studio della biologia sociale e dei problemi epistemologici che essa pone. Si deve allora affrontare l ’ argomento dell ’ approccio socio biologico al comportamento animale riconoscendo due aspetti diversi: a) lo studio biologico del comportamento sociale co me viene da molto tempo condotto dagli studiosi della biolo gia del comportamento, b) la particolare impostazione data dai wilsoniani a questo tipo di studi. E infatti necessario al riguardo sgombrare il campo da un possibile equivoco: come è stato puntualizzato nel Seminario di Roma (e più recentemente dai colleghi francesi in un loro seminario a Tours 11 ) la sociobiologia non è la teoria di Wil son. Tale teoria è infatti solo una possibile chiave interpretati va dei fenomeni sociali; del resto lo stesso termine «sociobio logia» risale al 1948, come recentemente chiarito da Wickler 12 .

voluzionismo e la teoria della paren tela, «L ’ Uomo», n. 3,1979, pp. 129- 142. 11 Si veda in particolare la discussio- ner fatta da J.M. L assalle e G. L e P ape , «Bull. Interieur Soc. Frane. Comp. Animai», n. 1, 1980, pp. 115-124. 12 W. W ickler , Pre-Wilsoman So- ciobology, «Z. Tierpsychol», n. 49, 1979, pp. 433-474.

9 E.O. W ilson , Sociobiologia. La nuova sintesi, Zanichelli, 1979. R. D awkins , Il gene egoista, Zani chelli, 1979. D.P. B arash , Sociobiologia e com portamento, Franco Angeli, 1980. D.P. B arash , Geni in famiglia, Bom piani, 1980. 10 L. G allino , A chi serve la socio- biologia?, «Mondoperaio», n. 3, 1980, pp. 97-107. K.E. B oulding e altri, Sociobiologia e natura umana, Einaudi, 1980. B. B ernardi , Sociobiologia. Il neo

72

Made with FlippingBook - Online Brochure Maker