Problemi della transizione 1981

Biologia sociale

Penso non sia inutile fornire alcuni elementi per affrontare la questione del biologismo nello studio dei fenomeni sociali, in maniera da evitare atteggiamenti acritici di fronte a questo tema così rilevante. Da molto tempo i biologi affrontano lo studio del compor tamento animale con metodologie rigorose, con una base teo rica perfettamente saldata a quella della biologia evolutiva. Oggi infatti questi studi hanno una solida base quantitati va e sperimentale; rinunciando quindi a quella aneddotica che per molto tempo ha caratterizzato la ricerca comportamentale (e dalla quale lo stesso Lorenz non è rimasto immune), ma af frontando i problemi con strumenti analitici adeguati. I biologi del comportamento sono nella loro stragrande maggioranza, evoluzionisti convinti e cioè fanno esplicito rife rimento alla teoria neodarwinista della evoluzione (anche se oggi entrata in una moderata crisi), sia pur adeguandola alle nostre attuali conoscenze molecolari. Per diverso tempo anzi la discriminante tra psicologi (so prattutto del tipo psicologi sperimentali o comportamentisti alla Skinner) e biologi del comportamento è stata appunto la diversa impostazione culturale di base nell ’ affrontare lo studio del comportamento: per gli etologi infatti ogni specie è il risul tato di un processo sotto il controllo della selezione naturale. Piuttosto precocemente gli etologi si sono accorti che i rapporti interindividuali nell ’ ambito delle diverse popolazioni animali sono strutturati in maniera particolare, secondo mo dalità caratteristiche per ogni specie. Lo studio di queste interazioni costituisce quindi il capito lo «comportamento sociale», essendo però chiaro che in bio logia il termine sociale ha un significato estremamente dilata to: esiste ad esempio una fitosociologia che ha come oggetto lo studio delle associazioni vegetali. La biologia sociale ha definito concetti quali gerarchia so ciale, territorialismo, ecc.; è stato possibile dimostrare come lo studio del «sociale» è la base per interpretare i più disparati fenomeni: dall ’ apprendimento al comportamento sessuale e persino e quello alimentare. Fu possibile descrivere strutture sociali ben precise e dal chiaro significato evolutivo in moltissime specie per le quali ciò appariva inaspettato. Un esempio suggestivo è dato dai ratti di fogna, nei quali esiste una struttura sociale dei gruppi particolarmente adatta per la sopravvivenza di questo formidabile, anche se indeside rato, commensale dell ’ uomo. Proprio in specie come il ratto l ’ approccio sociobiologico mostra la sua potenza: è stato il ricorso a questa griglia inter pretativa che ha ad esempio consentito di comprendere, anche se nelle sue linee principali, il successo evolutivo del ratto. In questo roditore infatti si è potuto mostrare come la ca pacità di adattamento non sia basata tanto sulle caratteristi che dei singoli individui ma proprio sulla plasticità del com portamento sociale: la spiegazione del successo evolutivo della specie è quindi a livello della organizzazione sociale delle po polazioni. Nel ratto infatti trasmissione culturale, neofilia, ruoli individuali consentono di superare situazioni ambientali nuove e particolarmente difficili.

La biologia del comportamento

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