Problemi della transizione 1981
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
Con la trasmissione culturale, attraverso meccanismi in parte ancora poco noti, di nuove mode alimentari il ratto può, ad esempio, sfruttare meglio ogni possibile sorgente ali mentare. Con la neofobia (e cioè l ’ avversione per il nuovo), e con il correlato fenomeno dell ’ evitamento, il ratto riesce a tampona re situazioni di emergenza (presenza di un ’ esca avvelenata, ecc.), mentre con i ruoli individuali differenziali (determinati da complessi meccanismi sociali) le popolazioni murine sono in grado di sviluppare tutte quelle attività che ottimizzano la colonizzazione di un ambiente e lo sfruttamento delle nuove possibilità che possono apparire in esso 13 . Gli esempi degli splendidi risultati ottenuti dalla biologia sociale sono numerosi ed al riguardo giova precisare che essa è una disciplina strettamente connessa con le scienze ambien tali ed è essa stessa ricerca sul terreno, nelle popolazioni natu rali. In realtà essa travalica i limiti stretti della etologia per di venire ormai una linea autonoma di ricerca che abbraccia un campo specifico non più coincidente con il capitolo «compor tamento sociale» della etologia classica. Tra gli studi più noti di ricerche sociobiologiche si posso no citare quelli sul leone, macaco giapponese, elefante, goril la, scimpanzé e su tante altre specie. Anche nel campo degli invertebrati, pur con i limiti che questi difficili oggetti di stu dio pongono, sono stati ottenuti splendidi risultati come quelli dello stesso Wilson, di altri entomologi, malacologi, ecc. Recentemente gli studi sui ragni e su altri invertebrati han no ampliato di molto l ’ elenco dei settori sistematici coperti dalle ricerche sociobiologiche, che attualmente possono utiliz zare due riviste internazionali specializzate sull ’ argomento 14 . Lo studio del comportamento sociale ha dimostrato, e qui giova ricordarlo, che il comportamento individuale può essere compreso solo a livello di popolazione e quindi solo a quello del sociale. Anche le numerosissime specie in cui non si hanno pratica- mente cure parentali (e sono la stragrande maggioranza) lo studio del comportamento sociale risulta essenziale per la comprensione delle strategie di sopravvivenza. Al riguardo è necessario precisare un punto di particolare rilievo: quando noi pensiamo a rapporti interindividuali, dun que sociali nel senso qui chiarito, pensiamo quasi sempre solo ad azioni che si estrinsecano in un atto diretto visibile. Va qui invece sottolineato che in realtà numerosi sono i canali della comunicazione animale interindividuale (la rete informazionale che di fatto rende possibile il rapporto sociale) e tra questi il canale chimico è nella maggior parte delle specie preminente. Esiste quindi nella popolazione una rete complessa (e in gran parte difficilmente percepibile) di relazioni interindivi duali spesso modulate o comunque condizionate da reazioni
13 V. P arisi , Ambiente e alimenta zione. Le strategie alimentari nell ’ evoluzione biologica , Etas Libri, 1977, pp. 73-77. 14 «Behavioral Ecology and Socio biology» e «Behavior and Sociobiolo gy»-
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