Problemi della transizione 1981

Biologia sociale

interspecifiche. È quindi riduttivo e spesso fuorviante descri vere il comportamento sociale solo sulla base dei dati desunti dal canale ottico. Si vuole in effetti richiamare qui che oggi anche il compor tamento sociale (e chiari esempi si hanno nello studio del comportamento dei roditori con i loro complessi sistemi diffe renziali chimici di comunicazione) deve trovare le sue connes sioni con le ricerche condotte a livello molecolare. Tutta la biologia moderna si basa, come è noto, sul cosid detto «domma centrale» della genetica. Esso afferma che esi ste una cascata informazionale che procede dal DNA (il na stro molecolare che contiene i programmi per costruire gli or ganismi) all ’ RNA, intermediario, alle proteine e quindi alle al tre strutture molecolari. Anche se attualmente il domma è stato notevolmente com plicato ed alcuni suoi schematismi sono stati ridimensionati, sarebbe follia pensare ad una qualsiasi disciplina biologica che non faccia riferimento ad esso. Anche la biologia del comportamento non può certo fare eccezione, ma naturalmente deve essere chiaro il concetto che per un determinato tratto comportamentale non può essere valida l ’ affermazione della biologia molecolare: «un gene, un enzima»: il che significa che tra gene ed espressione fenotipica comportamentale vi è in realtà una lunga ed intricata sequen za di eventi. In effetti l ’ interesse prevalente degli etologi è o dovrebbe essere piuttosto rivolto a come si arriva alla attuazione di un dato programma inscritto nel DNA: in altre parole è premi nente l ’ interesse per l ’ ontogenesi del comportamento. Naturalmente lo studio del comportamento a livello dell ’ embrione e poi nel giovane non può prescindere dalla va lutazione del peso che la presenza di un dato programma ge netico ha per l ’ individuo. Molti studi hanno mostrato come diverse potenzialità comportamentali hanno una indubbia base genetica e le ricer che di A. Oliverio 15 sono al riguardo esemplari. L ’ attitudine ad esplorare, la prontezza ad imparare, la stessa emozionalità sono stati analizzati ad esempio nel topoli no delle case (sono noti per questa specie molti mutamenti comportamentali fissati in ceppi stabili ed omogenei) dimo strando la base genetica di queste potenzialità differenziali. Ma, per esempio, si tratta di potenzialità che possono es sere discriminate in rigorose condizioni ambientali, ove viene ridotto il più possibile l ’ effetto differenziante delle esperienze individuali e dunque delle differenze nella organizzazione on togenetica del comportamento. E qui importante tener presente un insieme di concetti di vitale importanza metodologica. Il primo di questi si riferisce al fatto, già accennato, che tra programma e carattere estrinsecato vi è una lunga serie di

15 A. O liverio , A. O liverio F er raris , Lo sviluppo comparato del comportamento, Boringhieri, 1974.

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