Problemi della transizione 1981
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
ma utilizzando un metodo che è congeniale, come prima ac cennato, alla preparazione di un biologo moderno e cioè av valendosi della comparazione filogenetica per cercare di capire la storia naturale del nostro comportamento. Nessun biologo, ma io credo anche nessun uomo di cultu ra, può oggi negare in buona fede che l ’ uomo è una specie zoologica strettamente affine alle scimmie antropomorfe (qua li gorilla, scimpanzé, orango) con le quali condivide l ’ origine e dunque gran parte della morfologia. Ciò significa che non solo a livello dei grandi tratti somati ci, ma anche ai diversi livelli strutturali, vi è una grande somi glianza tra tutte queste specie. Ciò è leggibile ad esempio nelle proteine (il cui significato è stato più sopra puntualizzato). Lo studio infatti di queste macromolecole biologiche (sono ben noti i casi delle emoglobine e dei citocromi) ha mostrato il grado di grande somiglianza tra esse e quanto piccole siano le differenze tra le specie citate. Ma queste somiglianze strutturali a livello delle proteine indicano, e questo va decisamente sottolineato, una grande somiglianza nei patrimoni ereditari delle specie citate. Ciò è in completo accordo con la antropologia fisica; la genetica umana ha portato d ’ altro canto la conoscenza sul de terminismo dei caratteri biologici della nostra specie ad un li vello per certi versi stupefacente. La psicologia sperimentale, pur con evidenti limitazioni, ha inoltre chiaramente mostrato i limiti (e quindi il composito determinismo che li sottende) di molti comportamenti elemen tari. La stessa genetica del comportamento è di grande aiuto in queste analisi. Neurobiologia ed endocrinologia 19 hanno compiuto spet tacolari analisi del comportamento umano, ponendo una sicu ra base metodologica a livello molecolare alla interpretazione dei limiti biologici. Alcuni esempi concreti possono aiutare a chiarire il livello al quale queste ricerche sono arrivate e quindi sottolineare la conseguente rilevanza culturale dei risultati conseguiti. Un primo gruppo di ricerche concerne gli studi sui com portamenti elementari che la psicologia sperimentale, unita mente ad altre discipline, ha analizzato in profondità. In effetti sia nel caso di riflessi semplici che anche di rea zioni comportamentali ben più complesse, è possibile rico struire la serie di eventi neurologici che li rendono possibili. E d ’ altro canto ovvio che la struttura del corpo umano non possa non essere rilevante nel determinare l ’ attuazione di un dato comportamento. Non è quindi illogico attendersi che questi comportamenti più o meno elementari non solo siano sotto il controllo genico, ma che spesso avvengano in maniera sostanzialmente identica in popolazioni umane molto distanti. Ciò che in realtà va posto in evidenza è Vuso che di questi comportamenti elementari l ’ uomo fa. 19 M. M ancia , Neurofisiologia e vi ta mentale, Zanichelli, 1980.
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