Problemi della transizione 1981

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

Un esempio molto chiaro si riferisce alla cosiddetta comu nicazione non verbale nell ’ uomo, cioè la trama interindividua le di informazioni trasmesse con i gesti. Il repertorio della ge stualità è abbastanza monotono nel senso che in molti gruppi etnici si ritrovano gli stessi modi di gestire: scuotere le mani, alzare le sopracciglia 20 , ecc. Ma, come è stato fatto notare, nonostante certe analogie con corrispondenti gesti dei nostri cugini primati, l ’ uso che viene fatto di questo repertorio è diverso nelle varie specie, in quanto inserito in contesti culturali profondamente divergenti. E d ’ altra parte indubbio che molto del comportamento «superiore» dell ’ uomo è spesso condizionato da precisi limiti biologici (la carne è debole, come si usava dire un tempo). L ’ esempio forse più drammatico lo si può ricavare dalla storia alimentare della nostra specie o meglio dalla biologia della fame 21 . Un nutrimento scarso o carente di certi compo nenti durante l ’ età dell ’ accrescimento porta ad individui dalle prestazioni intellettuali spesso compromesse. Un altro esem pio, in definitiva sempre tratto dalla storia dello sfruttamento capitalistico, in passato purtroppo frequente nelle nostre cam pagne meridionali, è dato dalla anchilostomiasi. La presenza di un nematode parassita del duodeno (ove provoca emorra gie) rendeva i contadini, che lavoravano negli oliveti, anemici e spesso debilitati intellettivamente. Un altro campo dal quale è possibile trarre molte informa zioni sulle basi biologiche del nostro comportamento è quello dello studio del bambino: si tratta cioè di ricerche sulla onto genesi del comportamento. La stretta ed evidente correlazione tra maturazione dei tes suti nervosi e capacità di elaborazione del sistema nervoso con il comportamento è talmente evidente da non necessitare di commento. La rigida correlazione tra eventi neurologici, risultanze neurofisiologiche e comportamento indicano come agisce il programma genetico della nostra specie. Proprio studiando questo complessissimo gruppo di feno meni è d ’ altro canto evidenziabile la grande importanza dell ’ ambiente nello sviluppo non solo delle capacità comporta mentali, ma anche del carattere. In questo campo l ’ approccio psicoanalitico e la psicologia piagetiana hanno mostrato la pe culiarità dello sviluppo ontogenetico del comportamento uma no. Al riguardo è interessante osservare che sia Freud sia Pia get sono stati, come origine, zoologi. Le indubitabili analogie tra l ’ uomo e le scimmie per quan to riguarda l ’ importanza del rapporto madre-figlio nel deter minare il normale sviluppo di quest ’ ultimo sono ben note e spesso si sarebbe tentati di individuare al riguardo ampi tratti omologhi nel comportamento delle diverse specie. Ma tuttavia è la elaborazione culturale quella che è poi de

20 I. E ibl -E ibesfeldt , Amore e Odio. Per una storia naturale dei comportamenti elementari, Adelphi, 1971. 21 U. M elotti , Sociologia della fa me, Centro Studi Terzo Mondo, 1966.

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