Problemi della transizione 1982
Sull ’ idea di "società giusta ”
rebbe scelto da individui e gruppi, concettualizzati in una op portuna condizione di eguaglianza. Nella teoria della giustizia di Rawls questo esperimento viene chiamato “ posizione origi naria ” . Esso suggerisce una inevitabile vocazione “ costituzio nale ” che è propria della tradizione contrattualista. Le doman de di giustizia per la società sembrano richiedere (anche nei no stri correnti giudizi intuitivi, nella nostra indignazione e nelle nostre linee di riforma) una particolare attenzione per le regole costituitive, per i termini base del patto sociale. Si può sostenere che l ’ approccio contrattualista ai termini base di una società sia particolarmente plausibile, tutte le volte che — per diversi motivi — il patto sociale è sottoposto a ten sioni e lacerazioni. Per questo, il contrattualismo assume che la società sia (sia diventata) problema. In La società giusta ho proposto alcuni modelli a proposito di ciò. Si tratta di modelli diversi tra loro: una delle fallacie proprie di molte teorie della crisi è di ritenere che le ragioni per cui una società fa problema appartengano a una sola classe. 3. La plausibilità della prospettiva contrattualista può es sere presentata anche alla luce di un ordine di considerazioni, per dir così, più di sostanza. In quest ’ angolo di mondo, nelle società a tradizione democratica e a scarsità moderata, le più significative trasformazioni politiche, economiche, sociali e culturali degli ultimi cento anni hanno prodotto “ poliarchie ” o “ merecrazie ” . Un processo che vede la sua remota origine nella “ monar chia ” , nel monopolio di politica da parte dell ’ agenzia dominan te stato, consuma un suo lungo ciclo, contrassegnato dall ’ emer sione del mercato e dal conflitto tra classi e gruppi sociali, ge nerando società poliarchiche. Una molteplicità di centri, attori sociali, di gruppi, di soggetti collettivi. Gran parte del conflitto di classe, legato alla storia stessa dei movimenti dei lavoratori e delle loro organizzazioni e coalizioni, è leggibile nei termini di una domanda di incorporazione nell ’ arena, politica e sociale. Il tema della cittadinanza sembra uno di quelli destinati a investi re, per slittamenti successivi, identità individuali e collettive nuove. D ’ altra parte, questo dispositivo di proliferazione e espansione ha alterato profondamente il quadro originario, il “ contenitore ” che lo ha consentito. Quali sono oggi i confini tra ciò che è politico e ciò che non lo è? Quali le frontiere tra “ pubblico ” e “ privato ” ? Tra attori sociali e attori politici? Norberto Bobbio ha parlato in proposi to di una tensione tra la privatizzazione del pubblico e la pub blicizzazione del privato. È alla luce di questo tipo di consi derazioni che un nuovo contratto sociale sembra esprimere un ’ esigenza che viene dal consumarsi di un lungo ciclo di rap porti tra politica e società. Ciò, anche, rende plausibile l ’ ap proccio contrattualista in filosofia politica. 4. Vi è un altro modo per render conto della plausibilità dell ’ approccio contrattualista. Esso coincide con la percezione dei limiti e degli effetti perversi o non attesi dell ’ azione colletti va (o della politica) e con quella, parallela, dei “ crampi ” della mano invisibile (o dell ’ economia). Questa percezione sembra essersi fatta più marcata a partire, circa, dalla metà degli anni Settanta.
9
Made with FlippingBook. PDF to flipbook with ease