Problemi della transizione 1982

Etica e marxismo

tecnico, sia il significato ordinario. Esso indica il caso in cui c ’ è appropriazione di plusprodotto da parte dei non produttori e violenza (mistreatment) o, in altri termini, violazione dei diritti dei produttori. Marx, precisa Arneson, non fornisce un elenco chiaro delle condizioni necessarie e sufficienti per identificare la presenza di turongful exploitation. Tuttavia questa distinzione consente di chiarire gli usi marxiani del termine. In questa'pro spettiva Arneson precisa che mentre il significato tecnico del termine sfruttamento non implica connotazioni valutative, queste sono presenti nel concetto di sfruttamento ingiusto. Gli argomenti morali inclusi nella nozione di “ wrongful exploi- taion ” sono due: 1 ) gli uomini dovrebbero ricevere ciò che me ritano; 2) gli uomini non devono costringere altri a fare le pro prie offerte. Il primo punto implica l ’ idea che gli uomini devo no essere ricompensati in misura degli sforzi e dei sacrifici com piuti. Al contrario l ’ economia capitalistica remunera in relazio ne a ragioni di mercato legate a fattori moralmente arbitrari. Il secondo si riferisce all ’ esercizio di potere da parte di alcuni nei confronti di altri, a svantaggio dei meno potenti. Marx non si stanca infatti si sottolineare che il possesso di capitale conferi sce potere di comando sul lavoro altrui. All ’ interno di tutte le società divise in classi lo sfruttamento ingiusto comporta inte razioni fra persone dotate di potere sociale diseguale. Ne con seguono diseguaglianze nella distribuzione dei benefici e nella forza contrattuale ( “ bargaining strenght ” ). I due argomenti in questione possono essere chiamati rispettivamente obiezione del merito ( “ deservigness ” objection) e obiezione dell ’ inegua- lianza di potere ( “ power-inequality ” objection). La posizione effettiva di Marx può essere ricostruita come segue. Si ha sfruttamento ingiusto quando lo sfruttamento tec nico avviene in presenza di due condizioni: a) i non produttori hanno un potere sociale assai maggiore dei produttori ed im piegano il loro potere per determinare una situazione di sfrutta mento tecnico; b) questo sfruttamento tecnico determina una distribuzione dei vantaggi economici estremamente diseguale e i vincitori non sono giustificati rispetto ai perdenti sulla base di un merito maggiore (nel senso sopra chiarito). Dietro a questa posizione vi è per Arneson un ’ idea normativa. Questa consiste nell ’ immagine di una società cooperativa, organizzata con ac cettabile efficienza, che produce un dato stock di beni per la soddisfazione dei desideri degli uomini a prezzo di una data somma di sacrifici da parte degli uomini stessi. Ogni persona merita una quota eguale di beni economici in cambio della vo lontà di contribuire in misura eguale a quella degli altri alla somma di sacrifici che è richiesta per produrre i beni. Essere sfruttati significa allora essere costretti a fare un lavoro che non soddisfa e non piace e ricevere per compenso una parte di beni iniquamente piccola rispetto a quella ottenuta da altri. Questa costrizione, inoltre, è determinata da un ’ ineguale potere che fa vorisce alcuni rispetto ad altri. Il testo-chiave in cui Marx mo stra di assumere pienamente la “ deservigness ” objection è la Critica al Programma di Gotha. In particolare nel passaggio in cui si prospetta il superamento dei limiti borghesi del diritto. Da questo testo emerge che per Marx è moralmente problema tico che una società permetta ad alcuni individui di ottenere una maggiore quota di beni economici in virtù delle loro mag

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