Problemi della transizione 1982
Etica e marxismo
complesso dibattito che si aprì in Germania negli anni a cavallo dei due secoli 15 . O citare, per l ’ Italia, le ricerche di Rodolfo Mondolfo o i saggi di Croce sul materialismo storico alla fine degli anni ’ 90 16 . L ’ atteggiamento verso il problema dell ’ etica configura, pur con una certa semplificazione, due tradizioni caratterizzate da differenti modi di pensare la giustificazione del socialismo e la stessa immagine della transizione. Alla domanda perché il so cialismo è giusto si risponde, in un caso, che è giusto perché è l ’ esito necessario del processo storico e delle tendenze imma nenti del capitalismo. Nell ’ altro che si tratta di un fine moral mente degno per i valori che esprime: libertà, uguaglianza, ar monia sociale, dignità della persona. Va inoltre tenuto presente che non si tratta affatto di temi confinati entro il dibattito intellettuale, sono invece questioni legate ai caratteri diffusi della mentalità collettiva. Se si studia no le immagini del socialismo diffuse in un arco di tempo assai lungo fra i militanti e gli iscritti, si può agevolmente documen tare la presenza delle versioni fatalistiche, ma emerge soprat tutto il peso preponderante dei valori, non certo interpretati univocamente, di giustizia, di libertà, di dignità personale. D ’ altra parte i problemi che sono al centro di questo dibattito sul marxismo non sembrano lontani dagli interrogativi attuali sull ’ identità della sinistra. Se, come pare difficile negare, l ’ idea di sinistra implica il riferimento a fini e valori, non si può evita re il compito di argomentare attorno ad essi e di giustificarli. In questa prospettiva è possibile commentare le due prospettive interpretative affiorate nella discussione in questione. Per quanto riguarda l ’ interpretazione “ amoralistica ” del marxismo essa ci consegna una modalità di giustificazione dei fini attraverso il richiamo alla storia e alle sue leggi oggettive. Il fine in questione è giusto perché è il prodotto della storia. L ’ at trattiva di questo modello è evidente. Esso consente di pensare il futuro in termini di certezza. È però altrettanto evidente che si tratta di un esempio di “ fallacia naturalistica ” , per usare un termine proprio della filosofia morale contemporanea 17 .1 valo ri sono motivati attraverso descrizione di processi oggettivi. Al la affermazione che un fine è giustificato perché è il punto di ar rivo necessario delle leggi della società si può infatti obiettare che ciò non significa affatto che esso sia desiderabile. Così, dire che una norma o un ’ istituzione è giusta perché corrisponde ad un certo assetto della società, richiede poi di motivare perché quell ’ assetto è approvabile. Né l ’ una né l ’ altra sono infatti giu
15 Si veda in merito H.J. S teinberg , Il socialismo tedesco da Bebel a Kaut- sky, Roma, Editori Riuniti, 1980. 16 Di Mondolfo andrebbe tenuto presente almeno lo scritto La Dichia razione dei Diritti e il Manifesto dei Comunisti , Mantova, 1909, e II ma terialismo storico in Federico Engels, il cui ultimo capitolo si intitola La pretesa antieticità del materialismo storico. Il sopravalore e il passaggio dalla necessità alla libertà. Di Croce, che nel 1917 tributava a Marx grati tudine per “ aver conferito a renderci
insensibili alle alcinesche seduzioni (...) della Dea Giustizia e della Dea Umanità ”, andrebbero rilette le os servazioni sul “ sopravalore ” e sul ruolo del giudizio etico rispetto ai problemi sociali contenute nelle me morie sul marxismo del 1896 e 1897, ora in B. C roce , Materialismo stori co ed economia marxistica, Bari, La- terza, 1977. 17 Si veda in proposito E. L ecalda no , La fallacia naturalistica e Letica inglese del ’ 900, in “ Rivista di Filoso fia ” , a. LXI, 1970, fase. 2.
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