Problemi della transizione 1982
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
coltà emergono in quanto si tratta di interpretazioni che inten dono misurarsi su questioni di etica e non semplicemente evi tarle. Come cercherò di argomentare più oltre, una versione etica della trasformazione è assai più impegnativa di qualsiasi versio ne naturalistica. Qui preme piuttosto sottolineare che gli sforzi diretti ad una rilettura del marxismo dal punto di vista etico de lineano possibili modi di pensare la trasformazione della socie tà che sono suscettibili di interessanti sviluppi rispetto agli in terrogativi attuali. Senza dimenticare che una volta dichiarata la presenza di contenuti etici rilevanti è del tutto legittimo, e quasi doveroso il confronto, sul terreno dell ’ etica, fra Marx, la tradizione teorica del socialismo e altri filoni del pensiero etico politico moderno. Non si tratta certo di fabbricare un Marx etico dal profilo simile a quello di Kant. Pare però promettente scavare entro Marx nell ’ ottica della problematica etica e mette re a fuoco differenze e analogie rispetto alle maggiori tradizioni dell ’ etica moderna. 8. La nostra discussione su Marx suggerisce anche un ’ al tra direzione di ricerca. Mi riferisco ad un ’ indagine, impegna ta in primo luogo in un lavoro di pulizia concettuale, che sap pia confrontarsi con i problemi specifici di una filosofia pra tica “ pubblica ” guardando ai più recenti sviluppi della ricerca in questo campo. L ’ importanza di una simile indagine appare saldamente motivata da diverse ragioni. È sufficiente pensare ai problemi impegnativi connessi alla ridefinizione di concetti come giustizia o distribuzione egualitaria, di fronte alla com plessità della realtà sociale e alla pluralità e novità delle doman de emerse negli ultimi decenni. Il significato di nozioni, quale quella di eguaglianza o quella di libertà, che hanno rappresen tato per molto tempo punti di riferimento solidi del patrimonio ideale della sinistra, non appare più immediatamente evidente ed esente da incertezze. Rispetto a queste esigenze sembra poco promettente fermarsi solo alle poche pagine della Critica del programma di Gotha mentre ci sono, come è stato detto, sfi de degne di essere raccolte “ da parte di un marxismo non asfittico ” 21 . Non va d ’ altra parte dimenticato che gli stessi in terpreti che hanno negato l ’ “ amoralità ” del marxismo concor dano sul fatto che non si dà in Marx un ’ esplicita argomentazio ne etica attorno ai fini e ai valori, ma solo la presenza di elemen ti morali impliciti o di frammenti di una possibile teoria etica. Tutto ciò è rilevante soprattutto se si accetta che una strategia di trasformazione della società non possa non fare riferimento esplicito a certi fini e valori considerati preferibili rispetto ad altri. Fini e valori dichiarati come tali, ovvero oggetti di scelta, non presentati come risultati di una “ storia naturale ” 22 . Questo orientamento comporta che l ’ immagine di società desiderabile e possibile (altrimenti la cosa è di scarso interesse) cui si guarda
cietà Giusta, Milano, Il Saggiatore, 1982, pp. 41-43.
21 R emo B odei , Fenomenologia e lo gica del progetto, in “ Laboratorio Politico ” , a. 1, n. 2, marzo-aprile 1981, p. 37. 22 Si veda in merito S. V eca , La So
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