Problemi della transizione 1982

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

Sconcerta, quindi, quando l ’ autore, più avanti, riferendosi ai programmi della scuola media, indica quale fonte ispiratrice, sia pure riferita agli aspetti metodologici, il testo ap prontato dalla Società Italiana di Fisica 13 , che è un documento preparato per i bienni della scuola secondaria superiore: ancora una volta la scuola media è vista in funzione della scuo la secondaria superiore e non, prima di tutto, come completamento dell ’ obbligo. Cortini propone, quindi, di assumere come criterio educativo l ’ impostazione sperimentale di tutto l ’ insegnamento e su questa base organizzare il lavoro didattico e condizionare la scelta dei contenuti, senza alcuna preoccupazione di dover affrontare tutti gli argomenti indicati dai temi proposti. Ma anche questa indicazio ne, a mio parere, si scontra con una situazio ne di partenza, la scuola elementare, che an dava considerata in sede di stesura dei pro grammi. La proposta elaborata dal Gruppo Univer sità-Scuola 14 mi sembra una base articolata e stimolante per l ’ avvio di una revisione dell ’ educazione scientifica nella scuola di ba se; si tratta però di renderla praticabile attra verso la formulazione di proposte di lavoro, di unità didattiche, ma sperimentandole e or ganizzandole affinché diventino un progetto anche operativo.

to di rendere inevitabile la revisione dei pro grammi della scuola elementare. Ma se ci li mitiamo ad analizzare i programmi di scienze il giudizio non può essere che critico, parten do già dalla stessa dicitura: Scienze fisiche, chimiche e naturali. I contenuti in essi indicati non sono altro, fatta eccezione per uno o due temi, che l ’ insieme delle discipline afferenti al le scienze naturali (Chimica-Fisica; Geologia- Astronomia; Zoologia-Botanica; Biologia) e al loro interno, l ’ insieme delle conoscenze at tualmente accettate come valide senza alcuna preoccupazione di scelte o di discriminazione ed organizzazione intorno a tematiche unifi canti. Ma ciò che più conta è che i contenuti proposti non sembrano tener conto del livello di partenza degli allievi. G. Cortini, a com mento dirà: «I motivi di questa prolissità so no comprensibili: il programma è nato dall ’ in contro-scontro di diverse concezioni e di di verse competenze: erano presenti lo psicolo go, il matematico, il medico, il fisico, l ’ ecolo go, e così via, ed ognuno di essi era portatore di una sua concezione del mondo e dell ’ inse gnamento. Non potevano far altro che rag giungere un compromesso tale che ciascuno potesse riconoscersi almeno in una parte dello scritto complessivo. Un centone, dunque, nel quale hanno trovato posto istanze spesso con traddittorie tra loro e — a nostro avviso — con la realtà della scuola» 11 2 .

11 L. T ornatore , L ’ educazione ma tematica nella scuola elementare, in L. B orghi (a cura di), Prospettive dell ’ educazione elementare in Euro pa, Firenze, La Nuova Italia, 1968, p. 185.

12 G. C ortini , Scienze chimiche, fi siche e naturali, in AA.VV., Scuola media e nuovi programmi, Firenze, La Nuova Italia, 1979, p. 200. 13 cfr. S ocietà I taliana di F isica , Conoscenze e abilità fondamentali

nel settore delle scienze fisiche, in «Scuola e Città», Anno XXIX, n. 1, pp. 38-44. 14 cfr. G ruppo U niversità -S cuola , L ’ educazione scientifica di base, Fi renze, La Nuova Italia, 1979.

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