Problemi della transizione 1982
Gli obiettivi dell ’ educazione scientifica di base
sare, per conoscere la realtà e, in definitiva, per agire su essa. Però, noi non siamo abitua ti a dare ai bambini, all ’ improvviso, degli strumenti: non metteremmo loro in mano, senza una dovuta preparazione, un tritacarne, un ’ automobile, un pelapatate. Cerchiamo di abituarli a certe funzioni, finché, a un certo punto, imparano anche ad usare gli strumen ti. Nel caso delle discipline si tratterebbe, ad dirittura, non soltanto di prendere degli stru menti già fabbricati, ma di fabbricarseli da sé, con l ’ aiuto degli insegnanti. Le prime attività scolastiche debbono essere globali. Nella scuola materna si tratterà so prattutto di gioco, come si fa già largamente al giorno d ’ oggi; la strategia del gioco va però studiata: non dei giochi purchessia, tanto per tenere buoni i bambini, ma dei giochi che co mincino ad abituarli a delle fasi successive. Nella scuola elementare, si cominceranno a porre di fronte ai bambini problemi un po ’ meno naturali, meno semplici, mettendoli a confronto con delle questioni che li impegni no nello sviluppo di capacità e di strumenti disciplinari: linguistici, logici, di osservazio ne. Direi che per conoscere e per capire biso gna soprattutto partire da questi tre assi co gnitivi. Ci sono anche altri aspetti, di tipo espressivo, di tipo genericamente comporta mentale; via via, nello sviluppare questi stru menti, nasceranno le discipline. Prima di tut to occorre cercare di far sì che i bambini for mino questi strumenti: anzi (perchè in fondo sono capacità che rudimentalmente i bambini posseggono già: sanno già parlare, sanno già pensare, sanno già guardarsi intorno) si tratta di rendere queste capacità più esplicite, di far le passare da un livello superficiale, epidermi co ad un livello più cosciente, di far sì che le sappiano applicare anche quando le situazioni non sembrano più così ovvie. Via via, si for meranno anche i veri e propri contenuti e le tecniche disciplinari: il leggere o lo scrivere nell ’ area linguistica, le abilità di calcolo o di comprensione spaziale nell ’ area logico-ma tematica, una prima conoscenza del mondo nell ’ area «osservativa». A questo punto vorrei fare una osservazio ne: quando ci occupiamo delle discipline a li- velo universitario o medio-superiore possia mo prendere come un dato di fatto il loro «statuto ufficiale», per esaminare i loro rap porti, le loro interazioni; un volume universi tario, un ’ enciclopedia di alto livello possono dare un ’ idea su come sono organizzate le di scipline. Invece, quando ci si deve occupare di
di Francesco Speranza Fino a qualche tempo fa, nelle discussioni sui grandi temi dell ’ educazione e dell ’ imposta zione da dare alla scuola, mi trovavo solita mente a difendere le «discipline». Si osserva vano tendenze — specialmente nella scuola «impegnata» — a considerare le discipline quasi fossero una remora a una didattica più aperta, più consona allo sviluppo dei ragazzi. Oggi credo di non avere cambiato molto la mia posizione; però, mi trovo a combattere sul lato opposto, mi sento spesso nella neces sità di richiamare l ’ attenzione sul pericolo che si ponga troppo l ’ accento sulle discipline, che si tenda — per cercare di conquistare una «se rietà» alla scuola, per ovviare a quelle man chevolezze che si sono notate in alcune inno vazioni — a dare un troppo forte accento alle singole discipline. A un certo livello, di scuola superiore o di università, è giusto, senza dubbio, distinguere nettamente le discipline; ma è pericoloso tra sportare meccanicamente questo fatto nella scuola dell ’ obbligo, soprattutto nella scuola elementare (non penso che il problema si pon ga nella scuola materna). Vorrei, allora, co minciare con un ’ introduzione di tipo episte mologico: sui problemi, cioè, della conoscen za. Qualcuno potrebbe trovare un po ’ noiosi questi problemi di carattere piuttosto genera le, quasi di tipo filosofico; però sono convin to che se si vuole fare chiaro nel proprio lavo ro, nella propria funzione docente, bisogna anche affrontare problemi di ordine generale, basandosi sulla propria esperienza e sull ’ espe rienza degli altri. Le discipline sono una struttura valida per la conoscenza, sono strumenti che il genere umano ha elaborato per comunicare, per pen
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