Problemi della transizione 1982
Per un curricolo unitario
puramente calcolativo; quando si applica il concetto di operazione come legge di compo sizione binaria ad insiemi numerici finiti o in finiti i cui elementi non sono numeri;... Ma anche in questo caso vale quanto già afferma to per il concetto di trasformazione geometri ca: il lavoro sul concetto di operazione, nell ’ arco della scuola dell ’ obbligo, a comin ciare dalla scuola materna, va sempre più e sempre meglio inquadrandosi in una direzio ne disciplinare specifica ma non può essere considerato, e pertanto trattato, come conte nuto di una disciplina specifica. Gli esempi adotti a sostegno dell ’ assunto iniziale sono stati fino ad ora quasi esclusiva- mente di carattere matematico. Vorrei tentare di fare altrettanto per quanto riguarda le scienze della natura. Nella scuola materna, durante le passeggia te nei prati o nei giardini, durante le «uscite» per le visite (al mercato, ad un allevamento, ad un vivaio, ad una fabbrica di giocatto li,...) si raccolgono con pietruzze, semi, frut ti, foglie, i più diversi oggetti. Ci si gioca, si osservano, si confrontano, se ne fanno dei mucchietti secondo particolari qualità, si or dinano, dal meno al più colorato, dal più pic colo al più grande,... si realizzano composi zioni incollandoli su cartoni,... La stessa cosa si fa con oggetti dell ’ ambiente circostante: ba rattoli, legnetti, bicchierini, gettoni, palette, giocattolini,. .. Così accanto ai primi giochi di classificazione con i blocchi logici, si manipo lano, si classificano, si confrontano, si di spongono in serie,... «oggetti» della realtà e della natura. Nello stesso tempo si curano o si allevano piccoli animali: topini, uccelli, cri ceti,...; si osserva e si imita il gatto, il cane, il cavallo,...; si seguono le trasformazioni delle piante del giardino con le stagioni, si prepara no piccole zolle per minuscole piantagioni, si allevano alberelli,... In questo modo, il bam bino piccolo compie le sue prime esperienze sul mondo vivente e non-vivente; comincia ad usare i suoi sensi come strumenti di esplora zione, di ricerca, di conoscenza e i primi con cetti della scienza — concetto di oggetto, di proprietà di un oggetto, di materiale,... di or ganismo, ... — entrano nelle sue attività con i più elementari e, ad un tempo generali, pro cedimenti scientifici. Sulla stessa linea ci si può muovere nel pri mo ciclo della scuola elementare indirizzando le attività del bambino verso esperienze nell ’ «ambiente» circostante che lo portino al la conquista di ulteriori conoscenze capaci tà. Capacità di riconoscere gli oggetti che for mano un sistema, di individuare interazioni fra gli oggetti di un sistema; capacità di segui re e di comprendere il ciclo di vita di un ani male, di una pianta; di interpretare in termini di «interazione» elementari fenomeni fisici. Capacità di passar dal confronto di oggetti in base ad una relazione stabilita fra essi, al con fronto degli oggetti di un mucchio con uno di essi scelto come elemento di paragone, come «campione» e quindi capacità di giungere ad una prima intuizione dell ’ operazione del mi surare. Capacità di avanzare ipotesi su ele mentari fatti oggetto di osservazione, di ese guire semplici esperimenti e di capirne il signi ficato; di organizzare piccole verifiche; di in tuire l ’ importanza del possesso di informazio ni per capire e interpretare avvenimenti. Un esempio. Un gruppo di bambini di se conda classe elementare è intento alla raccolta di foglie sul prato della scuola. Ce ne sono di gialle, di piccole, di grandi, di marrone, di raggrinzite, di chiazzate,... Giorgio ne trova una molto particolare: è arrotolata su se stes sa come una sigaretta; scostando un lembo si intravede (al suo interno) come una lanugine bianca. Immediatamente la foglia «misterio sa» attira l ’ attenzione di tutti: «che cosa sarà quella lanugine bianca?». — Sarà una malattia — dice un bambino; — Sarà il nido di un insetto sconosciuto — dice un altro; — Sarà il letto che un bruco si è preparato per l ’ inverno, — aggiunge un terzo; — Sarà la stanza abbandonata di una far falla (leggere bozzolo) — aggiunge un quarto;... Qualcuno chiede che si apra la foglia e che si guardi dentro, ma Giorgio si oppone: biso gna conservare la foglia per «vedere che cosa succede». La foglia del mistero viene riposta in un va setto di vetro, questo viene chiuso con un fo glio di cellophan in cui vengono praticati dei piccoli fori con la punta di uno spillo e ripo sta sul davanzale della finestra sopra il termo sifone. Dopo un mese circa si vede usicre dalla fo glia arrotolata una miriade di piccoli punti neri che si agitano con velocità incredibile tendendo fili da una parte all ’ altra del vaset to. L ’ osservazione attraverso la lente mette in chiaro che i picoli punti neri sono dei minu scoli ragni: nessuna delle ipotesi fatte si è quindi verificata. Di fronte all ’ inaspettato av venimento cominciano i problemi:
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