Problemi della transizione 1982
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
— Sono tanti! Quanti saranno? — — Quanto tempo impiegheranno a cresce re? — — Quando crescono il vasetto sarà troppo piccolo, come fare per trasferirli in un reci piente più grande? — — Come mai appena nati sono già capaci di tirare i fili come i ragni adulti? — — Perché tirano i fili? — — Avranno fame, nel vasetto non c ’ è cibo; bisogna mettere del cibo nel vasetto! — ... Si rendono conto che il problema più ur gente è quello del cibo e introducono nel va setto alcune briciole di pane. Più tardi, qual che briciola di pane. Più tardi, qualche foglia di insalata e una fettina di mela. Prima di la sciare la scuola qualche tozzetto di biscotto. Per ora sembra che i ragnolini, tutti presi dal loro lavoro di tessitori non si curino del cibo. Purtroppo, il mattino successivo, la vi vace operosa agitazione è quasi scomparsa dal vasetto. I ragazzi restano mortificati e av viliti: — abbiamo sbagliato tutto — è la loro amara conclusione, ma subito dopo: — dob biamo cercare qualcuno che ci dica che cosa mangiano i ragni appena nati — e si danno immediatamente da fare, aiutati dall ’ inse gnante, che cerca di sfruttare l ’ ondata di emo zione che perdura per vari giorni nella classe per proporre anche di scrivere un racconto il lustrato sull ’ avvenimento. Fra i simpatici lavori prodotti uno è certa mente singolare: quello di un bambino che ha abbinato le sequenze che descrivono l ’ avveni mento con l ’ illustrazione realizzando un fu metto. L ’ esempio mostra che l ’ attività svolta intor no alla foglia misteriosa, attinente alla diret trice scientifica, ha coinvolto altre direttrici disciplinari, in particolare la direttrice lingui stica, la grafico-espressiva, inoltre, la creativi tà. E come un esempio, quindi, di come le di rettrici disciplinari possono intergrarsi e mu tuamente interagire. È anche esempio di un «metodo» di lavoro in clase.
Nel secondo ciclo, le esplorazioni dell ’ am biente della natura dovranno estendere e ac centuare le connotazioni disciplinari. Ci si oc cuperà, applicando sempre il metodo della ri cerca e il metodo sperimentale, del concetto di popolazione, quindi di habitat, di catena alimentare; si esamineranno le interazioni fra gli oggetti dei più diversi sistemi fisici e biolo gici; di ogni sistema si cercherà di individuare i possibili sottosistemi; si prenderanno in con siderazione i movimenti degli oggetti, i riferi mento e i sistemi di riferimento; ci si occuperà dell ’ energia, delle sorgenti di energia; non si trascurerà l ’ educazione alla salute, che va pu re iniziata fin dalla scuola materna. Tutto il lavoro indicato dovrà contribuire a fornire il ragazzo, prima che giunga alle so glie della scuola media, di quella educazione scientifica di base necessaria per affrontare uno studio delle scienze sperimentali articola to secondo i grandi temi presenti nel pro gramma della scuola media. In questi temi vengono infatti ripresi, approfonditi, estesi, tutti i concetti fisici e biologici che dovrebbe ro già essere stati incontrati con graduale con tinuità negli anni precedenti; dai temi inoltre, il concetto di «ambiente» emerge secondo molteplici, differenti caratteristiche che ren dono complessa, ricca, problematica, aperta a integrazioni e interazioni, la direzione disci plinare intorno a cui si organizzano. Mi pare di poter concludere precisando l ’ affermazione iniziale: esistono concetti e procedimenti generali della matematica e del le scienze sperimentali che rendono certamen te possibile l ’ elaborazione di un curriculo di sciplinare unitario della scuola di base. Oc corre individuarli tutti e stabilire per ognuno un possibile sviluppo logico e consequenziale che vada dai 3-4 anni fino ai 13-14. Mi pare di poter aggiungere che solo l ’ at tuazione di un curriculo unitario può permet tere di realizzare quanto non si è ancora veri ficato nella scuola dell ’ obbligo: l ’ uniformità di obiettivi e di metodi.
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