Problemi della transizione 1982
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
esclusivamente, del diritto di sciopero. In diciotto mesi Solidar- nosc aveva stipulato quasi 700 accordi con il governo (alla me dia di due accordi e mezzo al giorno). Su questa strada — è ve ro — non si poteva proseguire: di fatto la Polonia era diventata ingovernabile. Ma la necessaria fase ulteriore doveva essere il riconoscimento della libertà politica, l ’ articolazione democrati ca della società polacca. Una libertà sollecita le altre: le libertà politiche avrebbero implicato, in primo luogo, l ’ abbandono del principio del partito-guida: e poi avrebbero portato con sé le libertà civili e forse le stesse libertà economiche, mettendo così in discussione — in un parlamento liberamente eletto a suffragio universale — anche ciò che le costituzioni dell ’ est si ostinano a definire co me la “ inviolabile ” proprietà statale dei mezzi di produzione. Non è un caso che Solidarnosc, nel programma votato a Danzi- ca nell ’ ottobre dell ’ 81 , abbia finito con il mettere in discussione quel principio del partito-guida che aveva accettato nell ’ agosto dell ’ 80. La denuncia è quanto mai esplicita: al punto II si legge che «l ’ attuale modo di governare il paese, basato sull ’ onnipo tenza delle istituzioni centrali del partito-Stato, hanno portato il paese alla rovina». 5. Il sistema politico polacco si presenta, sulla base della Costituzione (emendata dieci volte dal ’ 52 al ’ 76) e delle prassi costituzionali, come un sistema così caratterizzato: a) come sistema politico finalizzato, ossia destinato a fun zionare in vista di un obiettivo costituzionalmente predetermi nato, che è la edificazione di una società socialista, secondo una opzione in tal senso che è concepita come definitiva ed irre versibile; b) come sistema politico che, in quanto preordinato alla realizzazione di questo specifico obiettivo, esclude l ’ azione di forze politiche miranti ad obiettivi divergenti da esso; c) come sistema politico che predetermina costituzional mente non solo i fini da raggiungere, ma anche i mezzi per per seguirli e, in nome del principio di “ compattezza ” , esclude la ri valità fra partiti e la loro alternanza, anche se si tratta di partiti fra loro solidali nella indicazione degli obiettivi; d) come sistema politico nel quale sono legittimati ad agire solo i partiti espressamente indicati nella Costituzione, e preci samente il Poup, il Partito popolare unificato e il Partito demo cratico; e) come sistema politico che attribuisce ad uno specifico partito, il Poup, la funzione di partito guida, mentre riconosce l ’ azione degli altri partiti solo in quanto partiti “ alleati ” al Poup entro il Fronte di unità nazionale. Questi partiti, per il già ri cordato principio di compattezza, sono chiamati a collaborare con il Poup ed a condividerne le responsabilità entro le istitu zioni dello Stato, a partire dal consiglio dei ministri; f) come sistema politico entro il quale la speciale legittima zione costituzionale del Poup ha dato luogo a prassi che hanno influito sull ’ ordinario funzionamento degli organi fondamenta li dello Stato, con un loro sostanziale esautoramento. Le prassi accettate come consuetudini costituzionali comportavano: 1 ) che le più importanti decisioni di governo erano prese in
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