Problemi della transizione 1982
La crisi polacca
riunioni congiunte dell ’ ufficio politico del Poup con il Presi- dium del governo; 2) che spettava al Poup la designazione, solo formalmente rimessa al parlamento, del presidente del consiglio dei ministri, dei ministri degli interni, della difesa, degli esteri, del presiden te del consiglio di Stato, dei presidenti dei consigli del popolo; g) come sistema politico entro il quale anche il sindacato ubbidisce al principio di compattezza ed ha compiti costituzio nalmente definiti come di “ copartecipazione ” allo sviluppo del paese. Questa “ copartecipazione ” ha comportato, di fatto, la prassi per cui il presidente del Consiglio centrale dei sindacati partecipava alle sedute del consiglio dei ministri. Bisogna anche segnalare che i caratteri di cui alle lett. c-e non erano presenti nella Costituzione del 1952: mancava allora ogni menziope del partito-guida, ogni accenno al Poup; c ’ era solo il divieto di costituire associazioni che si proponessero fini politici contrastanti con la costituzione; e l ’ art. 86 prevedeva la presentazione delle liste elettorali «dalle organizzazioni politi che e sociali che raggruppano i cittadini delle città e delle cam pagne». L ’ ultima Costituzione, quella del ’ 76, tiene a precisare, già all ’ art. 3, che «il Poup è la forza politica dirigente della so cietà nella edificazione del socialismo», aggiungendo subito do po che «la cooperazione del Poup, del partito contadino unifi cato e del partito democratico costituisce il fondamento del Fronte dell ’ Unità nazionale». L ’ art. 100 riproduce l ’ art. 86, ma alla luce del nuovo art. 3 assume un ben diverso e ben più limi tato significato. 6. La questione principale non sta nello stabilire se questo sia o non sia socialismo. Nessuno è autorizzato ad applicare si mili etichette e nessuno ha il copyright del socialismo. La que stione principale è, piuttosto, di giudicare, sulla base di una esperienza ormai pluridecennale, i risultati prodotti dal model lo del “ socialismo di Stato ” , basato sullo Stato-proprietario dei mezzi di produzione e sul partito-guida, che è mediatore e arbi tro unico di tutti i conflitti che insorgono entro la società, di tutte le decisioni su ciò che si deve produrre e su ciò che si può consumare. Poco conta che si riconosca l ’ autonomia decisiona le delle imprese o che ci si approssimi alla loro autogestione. Resta il principio del partito-guida: di tutti i conflitti che si ge nerano tra organi di direzione statale dell ’ economia e singole imprese (e questi conflitti, anche in Urss, non sono infrequenti) c ’ è pur sempre un ’ unica e definitiva istanza che li media e li compone; una medesima istanza che rappresenta sia l ’ offerta sia la domanda: così di beni e di servizi come del risparmio, della forza lavoro e via dicendo. Una simile concentrazione del potere provoca, prima di ogni altro, l ’ effetto di arrestare lo sviluppo delle forze produtti ve e il progresso civile. I risultati sono stati la sottoutilizzazione delle risorse materiali e umane, la ridotta produttività del lavo ro, l ’ affievolimento degli impulsi all ’ innovazione e alla creativi tà, la burocratizzazione della vita sociale. Fra gli innumerevoli “ socialismi ” che popolavano il mondo ideale dell ’ ottocento il “ socialismo di Stato ” era solo uno dei tanti, nettamente contrapposto al socialismo marxista e, anzi, fortemente osteggiato da Marx. Il socialismo di Stato si era ali
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