Problemi della transizione 1982

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

sistema politico ed economico; tale azione repressiva aveva pri vato le università polacche di quell ’ autonomia culturale e di quella capacità critica che esse erano riuscite a conservare, in stridente contrasto con la chiusura ed il trionfalismo del grup po politico dirigente, grazie al livello qualitativo, spesso ecce zionale, dei loro scienziati e dei loro insegnanti. La repressione del movimento studentesco (marzo 1968) segnò un momento di svolta nello sviluppo della situazione po litica polacca in quanto orientò il pensiero politico dell ’ opposi zione di sinistra al regime (marxista o comunque che si ricono sceva negli ideali tradizionali della sinistra) verso una direzione che avrebbe caratterizzato la sua azione politica nel corso di tutto il decennio successivo. Da un lato si diffuse il definitivo convincimento che il sistema economico, politico e sociale di ti po sovietico non era riformabile, e dall ’ altro cominciò una revi sione del marxismo che condusse l ’ opposizione di sinistra (mi sia concesso di chiamarla così) ad abbandonarlo e a muoversi prioritariamente verso il ristabilimento di una dialettica politi ca e sociale che fosse in grado di riaprire la ricerca di nuove forme di organizzazione politica ed economica della società. Tale orientamento, che distingue il movimento di opposizione polacco da quello di tutti gli altri paesi del socialismo reale, condusse la sinistra politica polacca a fissare come obiettivo primario della sua azione la democrazia; una democrazia che permettesse il confronto tra gli interessi e le opinioni presenti nel paese e quindi che permettesse di trovare ai problemi politi ci e sociali della Polonia una soluzione che fosse espressione reale delle aspirazioni popolari. Da qui è derivata la tendenza a non elaborare critiche della situazione politica ed economica corrente intese a riformare il sistema esistente; nello stesso tem po gli intellettuali di tradizione marxista si sono rifiutati di as sumere posizioni individuali di opposizione, ma hanno comin ciato a svolgere un ’ azione didattica e organizzativa rivolta alla formazione di un vero e proprio movimento politico popolare, stringendo alleanze con qualunque forza politica (i cattolici, la chiesa, la destra nazionalista) che avesse come obiettivo pro grammatico quello di reintrodurre la democrazia nel paese. 3. Alla fine degli anni Sessanta l ’ economia polacca attra versava un periodo di rallentamento della crescita tipico del modo di operare di un sistema economico di tipo sovietico; tale sistema alterna infatti periodi di crescita accelerata degli inve stimenti e del reddito, promossa dal goveno che persegue tipi camente l ’ obiettivo prioritario di massimizzare il tasso di incre mento del reddito nazionale, a periodi di freno della produzio ne intesi a ristabilire gli equilibri strutturali dell ’ economia tur bati dalla crescita accelerata e a eliminare le strozzature da essa generate. Tra la metà del 1962 e la metà del 1964 ebbe luogo in Polonia un forte rallentamento degli investimenti, che in segui to ripresero la loro corsa (siamo così all ’ inizio del ciclo) per ar restarsi nuovamente nella seconda metà del 1969. Come si ve de dalla tabella 1 il ciclo degli investimenti netti fu naturalmen te più pronunciato di quello degli investimenti lordi, e nelle fasi recessive l ’ accumulazione diminuì addirittura, a testimonianza della diminuzione delle scorte (alla quale ha contribuito, ma soltanto in parte, la caduta della produzione agricola).

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