Problemi della transizione 1982
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
so di accumulazione del reddito nazionale. Con la rivolta iniziata a Danzica la classe operaia polacca confermò definitivamente ciò che era già apparso chiaro fin dalla metà degli anni Cinquanta, e cioè che nei paesi del sociali smo reale, almeno in quelli dell ’ Europa orientale che avevano un ’ esperienza della società industriale e di consumo diversa da quella dell ’ Unione Sovietica, il consenso operaio poteva essere conquistato dalla classe politica dirigente soltanto attraverso la realizzazione dei grandi obiettivi perseguiti dal movimento sin dacale nei paesi capitalistici: il salario reale regolarmente cre scente o almeno stabile e la piena occupazione del lavoro. Con ciò non si intende dire che dalla metà degli anni Cinquanta il governo dei paesi socialisti abbia rinunciato a perseguire l ’ obiettivo strutturalmente perseguito da un sistema economico di tipo sovietico consistente, come abbiamo già detto, nella massimizzazione del saggio di crescita del reddito nazionale; tuttavia tale obiettivo, che è coerente con uno dei due obiettivi politico-sociali accennati sopra (quello della piena occupazio ne), venne perseguito subordinatamente a un vincolo: quello di assicurare una crescita dei consumi che permettesse al salario reale di crescere in modo socialmente accettabile. In Polonia, tuttavia, il governo volle tentare di raggiungere la piena occupazione diminuendo i salari reali, e provocando così l ’ immediata reazione degli operai. 5. La politica economica condotta da Gierek era centrata su due obiettivi, uno strumento e un vincolo: i due obiettivi erano la crescita accelerata simultanea dei consumi e degli inve stimenti; lo strumento era il ricorso al capitale straniero che avrebbe dovuto permettere la modernizzazione dell ’ industria; e il vincolo era l ’ impegno a conservare invariati i prezzi dei pro dotti alimentari di base. La politica di Gierek nei confronti delle tre grandi forze so ciali del paese, gli operai, i contadini privati e la burocrazia dell ’ industria e dell ’ amministrazione dello Stato, si articolava in una serie di rapporti che esasperavano il rapporto esterno e strumentale assunto di regola dalla classe politica dirigente dei paesi del socialismo reale nei confronti di tali forze sociali. Nei confronti dei contadini Gierek assunse un atteggiamen to che si può definire staliniano. Il processo di accumulazione promosso dall ’ inizio degli anni Cinquanta aveva lo scopo non soltanto di assicurare la piena occupazione, ma anche di inde bolire il settore privato e la Chiesa, che aveva il fondamento so ciale della sua forza nelle campagne; la figura del contadino privato doveva, cioè, essere eliminata trasformando il contadi no in operaio dell ’ industria socialista. In realtà, com ’ è noto, questo disegno di trasformazione sociale ebbe come esito la formazione di una classe operaia giovane, di recente estrazione contadina, molto cattolica e molto combattiva, e perciò finì per rafforzare la Chiesa nell ’ industria. Nei confronti degli operai venne assunto un atteggiamento essenzialmente paternalistico, fondato sull ’ impegno di conser vare i prezzi dei prodotti alimentari costanti e sulla richiesta di un grande entusiasmo produttivo in cambio della promessa di aumentare i consumi. Anche rispetto alla burocrazia dell ’ industria e dell ’ ammini
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