Problemi della transizione 1982

La Polonia negli anni settanta

strazione centrale e periferica dello Stato venne assunto un at teggiamento esterno e di delega che non corrispondeva a un ef fettivo decentramento, ma alla rinuncia da parte delle autorità politiche centrali a esercitare un controllo rigido sull ’ attività dei subalterni. Il sistema economico non fu effettivamente riforma to per mettere le imprese polacche in condizione di sostenere la concorrenza internazionale (nonostante l ’ adozione di un “ tasso reale di cambio ” di tipo ungherese che è rimasto in realtà inope rante) ma fu concessa grande libertà di azione alle oligarchie in dustriali che operano nel sistema economico di tipo sovietico (le direzioni delle associazioni industriali e dei ministeri setto riali). Le misure del 1973 intese a creare le Grandi associazioni economiche (WOG) non fecero altro che istituzionalizzare l ’ at teggiamento assunto dalla direzione politica del paese nei con fronti della classe dirigente dell ’ industria; alle associazioni in dustriali, infatti, ristrutturate e ribattezzate col nome di WOG, fu concessa una parziale autonomia nella determinazione degli investimenti e nella fissazione dei prezzi, senza però uno stretto collegamento con i prezzi e le condizioni di redditività interna zionali, ma in base a un oscuro principio, già discusso nell ’ Unione Sovietica intorno alla metà degli anni Sessanta ma mai applicato, secondo il quale i prezzi dovevano essere fissati tenendo conto dei rapporti di utilità tra i prodotti nuovi e quelli che i prodotti nuovi andavano a sostituire. Infine agli indicatori fondati sulla qualità prodotta ne venne sostituito un altro, quello del valore aggiunto. La rinuncia a esercitare un controllo rigido centrale sull ’ at tività del sistema economico e la mancata introduzione di una riforma economica che introducesse criteri di calcolo economi co atti a orientare in modo efficiente le scelte produttive delle imprese erano connesse con la fiducia illimitata nella tecnolo gia occidentale e nella sua capacità di rendere efficiente il siste ma economico, qualunque fosse il suo assetto istituzionale. All ’ inizio degli anni Settanta inoltre le aspettative inflazionisti che erano molto elevate e inducevano gli artefici della politica economica polacca a ritenere che il debito estero sarebbe stato rimborsato con grande facilità, specialmente per un paese esportatore di materie prime e fonti di energia. Rispetto alla burocrazia periferica la politica di Gierek se guì una linea analoga a quella seguita nei rapporti con la buro crazia industriale; nel 1975 il numero dei voivodati viene mol tiplicato allo scopo di indebolire il potere politico della buro crazia, in cambio di una maggiore autonomia economica, e perciò coloro che erano stati considerati politicamente perico losi divennero economicamente pericolosi. 6. Nella prima metà degli anni Settanta sembrò che il pro getto di politica economica e sociale di Gierek avesse successo, grazie a una serie di circostanze favorevoli che promossero una crescita senza precedenti; tale crescita sviluppava e nascondeva però inefficienze e squilibri che si sarebbero manifestati soltan to in seguito. Innanzitutto la Polonia trasse vantaggio, come tutti gli altri paesi dell ’ Europa orientale, da una collocazione internazionale molto favorevole; essa potè cioè trasformare con attrezzatura produttiva nuova, acquistata in Occidente a credito (cfr. la ta

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