Problemi della transizione 1982

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

zione del programma» di un recente Convegno dedicato alla crisi del Welfare State 3 . Secondo una tale valutazione la socio logia sistemica — in particolare quella di Luhmann — si pre senterebbe come una «sistemazione teorica coerente del para digma della ingovernabilità, come crisi indotta dal “ sovracca rico della domanda ” ». L ’ analisi sistemica sarebbe perciò in grado di offrire un autorevole sostegno a quelle teorie neo conservatrici della governabilità che propongono, come tera pia anticrisi, una drastica “ riduzione di complessità ” sul ver sante Ae\V input del sistema politico. Cercherò alla fine di spie gare in quale misura e in che senso mi sembrino problematiche sia la premessa che la conclusione di questo ragionamento. 2. Secondo l ’ analisi sistemica la caratteristica fondamenta le della società contemporanea, entro l ’ area dei paesi indu striali più progrediti, è la sua elevata e crescente complessità. Per complessità non si deve intendere semplicemente una ge nerale moltiplicazione, complicazione e interdipendenza degli elementi che interagiscono entro il sistema sociale. Complessi tà designa più precisamente una dilatazione delle possibilità di esperienza e di azione dei soggetti, indotta da una tendenza evolutiva che accresce la differenziazione funzionale, la specifi cazione e V autonomia dei sottosistemi primari del sistema sociale, in particolare dell ’ economia, della scienza, della poli tica, delle relazioni familiari e personali. Questa tendenza evo lutiva, spontanea e irreversibile, si accompagna a un comples so di fenomeni che nel linguaggio di altre teorie viene per lo più designato come processo di “ modernizzazione ” o di “ seco larizzazione ” : una crescente variabilità delle motivazioni e dei modelli di razionalità dell ’ azione sociale e quindi del “ senso ” dell ’ esperienza collettiva; una crescente mobilità dei parametri normativi dell ’ ordine sociale, non più ancorati a valori o prin cipi immutabili ed universali, a partire dalla nozione stessa di “ giustizia ” , messa in crisi dalla positivizzazione del diritto; una crescente interdipendenza delle prestazioni sociali funzio nalmente specificate, che rende il calcolo e la previsione socia le più difficili e più deboli; un gap crescente, dal punto di vista degli attori sociali, fra lo spettro, enormemente dilatato, delle scelte soggettivamente percepite come possibili («complessità compresa») e l ’ ambito di ciò che è effettivamente disponibile per la decisione e per la scelta soggettiva («complessità attua lizzata») entro l ’ intreccio delle interdipendenze e delle “ ridu zioni di complessità ” operate dagli altri attori sociali. «Tutto questo potrebbe essere diverso, ma quasi nulla io posso modi ficare»: così è stata definita la situazione psicologica e pratica dell ’ attore sociale, lacerato fra la percezione della totale “ con tingenza ” di ogni valore e di ogni struttura sociale e l ’ inerzia apparentemente invincibile di relazioni sociali sempre più complesse e interdipendenti 4 .

3 Cfr. G. M arramao , Le trasforma zioni del Welfare State fra storia e prospezione del futuro, Va Settimana di studi Lelio Basso, Illustrazione del programma, testo ciclostilato, pp. 4-12.

4 «Alles Kònnte anders sein, und fast nichts kann ich àndern», cfr. N. L uhmann , Politische Planung, Kòln- Opladen, Westdeutscher Verlag, 1971, p. 44.

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