Problemi della transizione 1982
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
sione e di indagine politologica: è il tema del rapporto fra de mocrazia e complessità sociale, attorno al quale si è sviluppa to, nell ’ ambito della cultura tedesca, un vivace dibattito che ha avuto come protagonisti, oltre a Luhmann, F. Naschold, J. Habermas, C. Offe, F.W. Scharpf 9 . Mi proverò a condensare in pochi enunciati le tesi che in particolare N. Luhmann sostiene in tema di complessità e de mocrazia, distinguendo tre diversi livelli di analisi: quello del lo “ Stato di diritto ” , quello dello “ Stato democratico ” , quello dello “ Stato sociale ” . I) Nelle moderne società complesse — sostiene Luhmann — un sistema politico di tipo rappresentativo non può fondar si, e non è più tenuto a fondarsi, sul consenso dei cittadini, se per consenso si intende una adesione consapevole e motitava alla razionalità delle decisioni amministrative. Il grado di au tonomia del sistema politico è tale che esso può perseguire si stematicamente la «finzione istituzionale» del consenso, dan do per scontata una generica e diffusa disponibilità da parte dei cittadini ad accettare le decisioni della pubblica ammini strazione «senza particolari motivazioni» e sulla base di sem plici regole procedurali 10 . (Il pluralismo dei partiti è uno degli strumenti per la produzione di questa legittimazione minimale del sistema politico). II) Nelle moderne società complesse — sostiene ancora Luhmann — un sistema politico democratico non può perse guire l ’ obiettivo di una crescente, effettiva partecipazione dei cittadini ai processi di decisione politica. La promozione di una partecipazione politica attiva dei cittadini non solo disto glierebbe il loro, limitato, potenziale di attenzione da altri te mi e lo esaurirebbe rapidamente, ma farebbe esplodere la di mensione temporale dei processi decisionali, producendo un sovraccarico paralizzante di complessità. Inoltre, il processo decisionale, in un contesto di elevata contingenza delle scelte politiche, si presenta essenzialmente come una selezione di se gno negativo, come una rinuncia non motivata a scelte altret tanto legittime. In queste condizioni una più intensa e diffusa partecipazione del pubblico alle decisioni politiche avrebbe come effetto fenomeni di più intensa e diffusa frustrazione collettiva 11 .
9 Si veda: F. N aschold , Demokratie und Komplexitàt, in «Politische Vier teljahresschrift», IX, 1968, pp. 494- 518 e Id., Die systemtheoretische Analyse demokratischer politischer Systeme, in «Politische Vierteljahres- schrift», Sonderheft, 2, 1970, pp. 3-38; J. H abermas , Legitimation- sprobleme im Spàtkapitalismus, Frankfurt a.M., 1973, trad. it., pp. 144-57; C. O ffe , Ùberlegungen und Hypotesen zum Problem politischer Legitimation, in R. E bbighausen (a cura di), Burgerlicher Staat und poli tische Legitimation, Frankfurt a.M. 1976, trad. it. in C. O ffe , L o Stato nel capitalismo maturo, Milano, Etas Libri 1977; Id., «Unregierbarkeit». Zur Renaissance konservativer kri- sentheorien, in Stichworte zur geisti- gen Situation der Zeit, a cura di J.
Habermas, I, Frankfurt a.M., 1978. F.W. S charpf , Planung als politi scher Prozess, Frankfurt a.M., Sur- kamp 1973 e Id., Komplexitàt als Schranke der politischen Planung, in «Politische Viertelgohresschrift», Sonderheft, 4, 1972. 10 Cfr. N. L uhmann , Legitimation durch Verfahren, cit., Rechtssoziolo- gie voli. 2, Reinbek bei Hamburg, Rowohl, 1972, p. 32 e Id., trad. it. Roma-Bari 1977, pp. 89, 257-63. 11 Cfr. N. L uhmann , Rechtssozio- logie, cit., trad. it. cit., pp. 82-3; Id., Legitimation durch Verfahren, cit., p. 32; Id., Politische Planung, cit. p. 39.
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