Problemi della transizione 1982
Complessità e democrazia
III) Nelle moderne società complesse — infine — un siste ma politico che persegua sistematicamente obiettivi di demo crazia sostanziale, ispirandosi a principi generali di giustizia distributiva, rischia di contraddire violentemente la tendenza evolutiva che porta a una crescente differenziazione e specifi cazione del sistema politico. Il caso del Welfare State è da questo punto di vista tipico. Il principio generale a cui si ispi ra, che è quello di una generale compensazione politica degli svantaggi economici e sociali (kompensatorisches Prinzip}, lo spinge a perseguire di fatto un progetto di ripoliticizzazione generale della società (non limitata al solo sottosistema econo mico), secondo una arcaica — aristotelica — concezione espansiva della politica (expansives Politikverstàndnis} . Men tre, a causa della crescente complessità e interdipendenza dei fenomeni sociali, aumentano le difficoltà della direzione poli tica — inflazione del potere, nondecision-making, razionalità decrescente dell ’ informazione, della decisione e dell ’ implemen- tazione politico-amministrativa, etc. — lo Stato sociale si ren de responsabile di una «auto-sopravalutazione» (Selbstùber- forderung} delle proprie possibilità operative. Esso si rivela strutturalmente incapace non solo di raggiungere gli ambiziosi fini che si propone, ma non riesce neppure a controllare riflessi vamente i problemi secondari indotti dalla dilatazione stessa degli impegni del sistema politico, in termini di produzione di nuovi svantaggi, di elefantiasi burocratica, di immobilismo, di scompensi e costi crescenti 12 . 5. Qual è la terapia che questo tipo di diagnosi suggerisce per il superamento della crisi delle istituzioni democratiche del Welfare State? Qui la riflessione di Luhmann si sviluppa, a mio parere, secondo linee divergenti e parzialmente incompa tibili fra loro. Per un verso, non diversamente dai teorici neo-liberali, egli muove da una «concezione restrittiva» (restriktives Poli tikverstàndnis} delle funzioni e delle possibilità del sistema po litico: il sottosistema politico è un sottosistema accanto ad al tri sottosistemi, legato da vincoli e da interdipendenze struttu rali che non gli consentono di operare come il «ruolo globale» del sistema sociale, secondo l ’ arcaica concezione aristotelico- hegeliana. Contro la «dinamica espansiva» del Welfare State, contro la sua tendenza a «presumere eccessivamente» della propria capacità di intervento e di trasformazione sociale sa rebbe perciò necessario riportare la decisione politica alla sua specifica funzione amministrativa, che deve essere funzionaliz- zata all ’ esterno con i sottosistemi dell ’ economia, della scienza, dell ’ educazione, della famiglia, ma che non può e non deve confondersi e sovrapporsi ad essi secondo una visione totali- stica e statalistica del corpo sociale 13 . Da questo punto di vi sta il 'Welfare State si presenta come una sorta di alterazione e di degenerazione del modello classico dello Stato liberale, al
lualtete Biìrger. Gesellschaft in Fes- seln, Frankfurt a.M., Ullstein, 1978; Id., Theoretische Orientierung der Politik, testo ciclostilato, Genova 1980. 13 Cfr. N. L uhmann , Politische Theorie im Wohlfahrtsstaat, cit., pp.
12 Cfr. N. L uhmann , Politische Theorie im W ohlfahrtsstaat, Mun- chen-Wien, Gùnter Olzog, 1981, particolarmente pp. 143-58. Si veda inoltre: Id., Die Òrganisationsmittel des W ohlfahrtsstaates und ihre Gre- zen, in H. G eissler (a cura di), Ver
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