Problemi della transizione 1982
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
quale andrebbe dunque ricondotto come alla forma politica più perfetta dal punto di vista evolutivo per il suo elevato gra- do di differenziazione e di autonomia. In linea con questo tipo di indicazioni Luhmann enfatizza inoltre l ’ esigenza di un potenziamento delle capacità di gover no del sistema politico, sul piano teorico, informatico ed ope rativo. Egli ritiene necessario che entro il Welfare State (im Wohlfahrtsstaat) si costituisca una capacità di analisi e di ri flessione politica finalizzata a prevenre i fattori di disturbo e gli effetti non desiderati del processo politico. Essa dovrebbe produrre come esito finale un incremento della somma totale di potere positivo circolante nel corpo sociale e ottenere, cor relativamente, una diminuzione del potere negativo o di veto, quel potere che il pluralismo degli interessi istituzionalizzati e la complessità indeterminata delle strutture sociali produce oggettivamente in termini di inerzia, di imprevedibilità, di frammentarietà delle decisioni, di debole razionalità strumen tale, di «inflazione del potere». Non ci possono essere dubbi, mi sembra, sulla sostanziale confluenza fra questo approccio teorico ai problemi del Wel- fare State e le analisi della dottrina neo-liberale. L ’ utilizzazio ne in senso conservatore di questo aspetto del pensiero di Luhmann è dunque legittimo, nonostante che Luhmann tenda a sottrarsi a conclusioni di questo tipo e ritenga falsa e super ficiale l ’ alternativa ideologica fra conservatorismo e progressi smo, fra neo-liberalismo e socialismo. E tuttavia ci sono altri, rilevanti aspetti della riflessione politologica luhmanniana che mi sembrano incompatibili con questa interpretazione. Mi li mito a segnalare il punto che mi sembra più rilevante: il con cetto di democrazia. In Politische Planung, rispondendo alle critiche di F. Naschold, Luhmann elabora un modello di de mocrazia che vuol essere alternativo sia rispetto alla concezio ne liberale, basata sul consenso, sia alla concezione democratico-socialista, fondata sulla partecipazione. A suo giudizio, oggi il postulato normativo della democrazia come consenso o come partecipazione non svolge più altro ruolo che quello di formula rituale di giustificazione ideologica del potere politico, in tutte le sue forme. Per «democrazia», nell ’ ambito di società complesse, si deve intendere piuttosto la «reversibilità delle prestazioni selettive del processo decisiona le e il mantenimento di un ventaglio selettivo il più ampio pos sibile per decisioni politiche sempre nuove e diverse» 14 . De mocrazia significa, in altre parole, non riduzione ma conser vazione di complessità sociale, come orizzonte permanente- mente aperto e ricco di alternative per la decisione politica, nonostante che decidere significhi, di volta in volta, riduzione di complessità. Una democrazia così concepita è, a mio parere, non solo estremamente esigente, ma nient ’ affatto formalistica o proce durale. Essa non è di per sé garantita né dalla libertà dell ’ ele zione politica, né dalle istituzioni parlamentari, né dal plurali 152-8. 14 Cfr. N. L uhmann , Politische Pla nung, cit., p. 40.
154
Made with FlippingBook. PDF to flipbook with ease