Problemi della transizione 1982
Complessità e democrazia
smo dei partiti: non è insomma garantita da quelle regole del la democrazia formale che, ad esempio, Norberto Bobbio ha elencato in un suo notissimo saggio 15 . Una democrazia così definita è reale nella proporzione in cui la struttura del siste ma politico garantisce effettivamente la possibilità di successo a concezioni politiche diversificate, varie e complesse, sensibi li, «opportunistiche» e innovative 16 . È quindi difficile capire come una democrazia così concepita possa essere garantita dalle procedure della costituzione liberale, da quello «Stato costituzionale intatto» 17 al quale Luhmann sembra voler ri portare l ’ informe prassi politica del Welfare State. A queste difficoltà se ne aggiungono altre, di ordine più generale. Mi riferisco anzitutto al delicato problema dello sta tuto espistemologico della sociologia sistemica. E il problema di come valutare il suo spregiudicato ed ambizioso tentativo di forzare V impasse delle scienze sociali contemporanee — conseguente alla crisi del neopositivismo e dell ’ empirismo — attraverso una autofondazione pragmatistica della sociologia, al di fuori di ogni problematica fondativa di tipo metalingui stico 18 . Una trattazione accurata di questo punto richiedereb be un discorso lungo e difficile, che ho tentato altrove 19 . Qui mi limito a sottolineare l ’ orientamento antipositivistico della sociologia sistemica: escludendo la possibilità di una spiega zione causalistica (nomologico-deduttiva) dei fenomeni socia le, essa si propone non di spiegare o di prevedere, ma sempli cemente di «illuminare», cioè di impostare razionalmente i problemi della complessità sociale. Il livello di razionalità del le sue analisi e delle sue proposte è dunque, deliberatamente, alquanto debole e altrettanto debole è il potenziale esplicativo della stessa categoria centrale che soggiace al complesso delle analisi luhmanniane in tema di Welfare State: l ’ idea di un trend evolutivo come legge generalissima che porta in modo spontaneo e irreversibile ad una crescente differenziazione, specificazione ed autonomia dei sistemi sociali, in primis del sistema politico. In che misura questa categoria possa essere applicata allo sviluppo storico che nel nostro secolo ha porta to dalla costituzione liberale alla prassi politica espansiva del Welfare State resta dunque un punto di difficile accertamento empirico. Altrettanto delicato è il problema della fecondità euristica dello schema sistema/ambiente nelle sue applicazioni sociolo giche. Alcuni autori — è noto — avanzano dubbi e riserve sul la sua capacità esplicativa nell ’ ambito stesso delle scienze bio logiche, al quale originariamente appartiene e propongono
19 Mi permetto di rinviare alla mia Introduzione a N. L uhmann , Illumi nismo sociologico, in corso di stampa presso il Saggiatore, Milano.
15 Cfr. N. B obbio , Quale socialismo? Torino, Einaudi, 1976, pp. 42-5. 16 Cfr. N. L uhmann , Politische Pla- nung, cit., pp. 42-3. 17 Cfr. N. L uhmann , Il Welfare Sta te come problema politico e teorico, relazione al Convegno su Le trasfor mazioni del Welfare State fra storia e prospezione del futuro, Torino, 15- 19 die. 1981. 18 Cfr. F. Di P aola , Senso e sistema in Luhmann, in «Sociologia e ricerca sociale», giugno 1980, I, n. 1, pp. 25-54.
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