Problemi della transizione 1982

Complessità e democrazia

In contrapposizione con questa linea di pensiero l ’ « illumi nismo sociologico» proposto da Luhmann si presenta come una filosofia politica laica, realistica, anti-soggettivistica e re lativistica: si pensi alla polemica nei confronti della tradizione umanistica «vetero-europea», al rifiuto di ogni filosofia dei valori, alla critica del weberismo. Se si tiene conto di ciò ap pare tanto più sorprendente che sul terreno politologico, quando si impegna in una analisi ravvicinata del Welfare Sta te, Luhmann raccomandi, non diversamente dai teorici del monetarismo, una concezione restrittiva del sistema politico, ispirato al modello classico dello Stato liberale, ed auspichi, nello stesso tempo, un rafforzamento della sua capacità di go verno. Anziché sottolineare le insufficienze delle istituzioni de mocratiche del Welfare State alla luce del modello sistemico di democrazia da lui elaborato, Luhmann propone in sostanza una restrizione della democrazia e un ritorno agli «automati smi» economici e politici dello Stato liberale. Come spiegare queste incongruenze? Luhmann non sem bra consapevole, anzitutto, che la domanda politica emergen te dalle società complesse del capitalismo sviluppato è scarsa mente elastica e che è perciò illusoria, oltre che regressiva, l ’ idea di una riduzione di complessità sul versante àt\V input del sistema politico, come suggeriscono i teorici conservatori del? overload per eccesso di domanda politica e di democrazia 26 . Più in generale Luhmann sembra sottovalutare gravemente i problemi posti dal deficit di legittimazione delle democrazie occidentali a capitalismo sviluppato, e su questo punto è stata efficace la critica di autori neo-marxisti come Claus Offe o come Jurgen Habermas 27 . Egli non sembra tener conto del fatto che senza un livello di legittimazione più eleva to di quello legale o procedurale, un progetto di “ pianificazio ne politica ” — tanto più se ispirato a una concezione «restrit tiva» del sistema politico — rischia di risultare illusorio per l ’ alto grado di conflittualità sociale che è necessariamente de stinato a promuovere; e rischia di apparire pericolosamente affine alle strategie di stampo tecnocratico e conservatore che oggi guidano le politiche monetariste dei governi inglese e sta tunitense. E non è un caso che proposte di riforma istituziona le, di ispirazione sicuramente conservatrice, siano state avan zate anche nel nostro paese con un corredo di motivazioni parzialmente attinte all ’ analisi sistemico-cibernetica luhman- niana 28 . L ’ approccio sistemico proposto da Luhmann trascura inol tre totalmente l ’ analisi delle ragioni della distribuzione dise ra di sinistra italiana, si veda N. B ob bio , Liberalismo vecchio e nuovo, in «Mondoperaio», 11 novembre 1981, XXXIV, n. 11, pp. 86-94. 27 Cfr. oltre alle critiche, ormai clas siche, di J. Habermas, C. Offe e F. Naschold, il saggio di G. R uffolo , Complessità e democrazia: il ruolo dell ’ informazione, in «Critica marxi sta», settembre-ottobre 1980, XVIII, n. 5.

26 Cfr. R. R ose , Overloaded Go- vernment: Thè Problem Outlined, in «European Studies Newsletter», V, 1975; R. R ose , B.G. P eters , Thè Politicai Consequences of Economie Overload: On thè Possibility of Poli ticai Bankrupcty, in «Studies in Pu- blic Policy», 1977, n. 4; M.J. C ro - zier , S.P. H untington , J. W ata - nuki , Thè Crisis of Democracy, New York 1975, trad. it. Milano 1977.

28 Cfr. G. A mato , Una repubblica da riformare, cit., particolarmente le pp. 28-42 àe\V Introduzione. 19 In questo senso dissento, ad esem pio, da quanto F. C erutti scrive in Luhmann a Torino. Fine di una mo da? (in «il Manifesto», 31 die. 1981, p. 4) ove, muovendo da un punto di

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