Problemi della transizione 1982

Psicofarmaci usi e abusi

dopo la prometazina Laborit studiò le azioni della Clorpro- mazina, il primo tranquillante di sintesi capace di ridurre le allucinazioni dei pazienti psicotici: la cloropromazina esercita una notevole depressione sulle funzioni del sistema nervoso ma i primi psichiatri che la sperimentarono ne considerarono prevalentemente gli effetti positivi e non quelli negativi, in particolare lo stato di profondo ottundimento che dosi mas sicce del farmaco inducevano nei pazienti. In molti casi scom parivano gli episodi psicotici ma il farmaco costituiva quella che venne definita come una «camicia di forza farmacologi ca». Tuttavia, per convinzione o per altri motivi, vi fu una tendenza ad indentificare nella clorpromazina la panacea psi chiatrica: mentre le prime osservazioni di Laborit notavano come «la sostanza non causa perdita della coscienza dell ’ indi viduo», un altro celebre farmacologo clinico francese, Jean Delay, affermava che «la sostanza non altera la coscienza e le facoltà intellettuali». La frase di Laborit «leggera tendenza al sonno» diviene in Delay «diminuzione dell ’ iniziativa e delle preoccupazioni» e così via. È sempre negli anni Cinquanta che vennero sperimentati i primi tranquillanti «minori» o ansiolitici appartenenti alla fa miglia chimica delle benzodiazepine: al prototipo della serie, il Librium, seguì il Valium nel 1963 ed una serie di altri derivati con effetti più o meno selettivi sulle forme ansiose. Le benzo diazepine, di cui sono stati sintetizzati migliaia e migliaia di prodotti derivati, hanno quasi completamente soppiantato i barbiturici in quanto possiedono un ’ azione ansiolitica più spiccata, sono meno tossiche ed inducono uno stato di dipen denza meno intensa rispetto ai barbiturici. È sempre negli an ni Sessanta che vengono introdotti in terapia i farmaci antide pressivi, cioè dei farmaci che esercitano un ’ azione stimolante sull ’ umore, antagonizzando i diversi sintomi della depressio ne. In poco più di quindici anni i tranquillanti e gli antidepres sivi sono divenuti i farmaci più prescritti nei paesi industrializ zati occidentali ed il loro consumo, incentivato da massicce campagne pubblicitarie e rivolte sia ai medici che all ’ uomo della strada, è alla base di un mercato che nel 1980 si aggira va sui 1500 miliardi di lire. Malgrado la loro diffusione, esiste ancora tra i non addetti ai lavori una certa confusione sulle caratteristiche dei diversi psicofarmaci che esercitano effetti ben distinti. In generale si possono distinguere tre gruppi principali di farmaci psicoattivi e cioè: i sedativi psichici, gli stimolanti e gli psicodislettici o perturbatori della psiche. 1) Tra i sedativi vi sono gli ipnotici (ad esempio i barbitu rici), farmaci che deprimendo l ’ attività del sistema nervoso in ducono il sonno, ed i tranquillanti o ansiolitici che, a seconda della loro struttura, possono avere una certa efficacia su alcu ni disturbi del comportamento, riducendo la gravità e la dura ta di alcuni comportamenti psicotici (evidenti soprattutto nei

Molecole e funzione nervosa

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