Problemi della transizione 1982
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
malati schizofrenici) o possono indurre uno stato di rilassa mento mentale sollevando temporaneamente l ’ individuo dal suo stato d ’ ansia. Un effetto analogo ai tranquillanti, anche se con meccanismi diversi, viene provocato dall ’ alcool che è uno dei sedativi e degli ansiolitici più antichi e diffusi. È opportu no sottolineare che sia i tranquillanti maggiori come la clor- promazina, che vengono usati per «curare» le psicosi ed i vari sintomi della schizofrenia, che i tranquillanti minori od ansio litici non curano in realtà i disturbi del comportamento ma of frono un sollievo dei sintomi, così come un antidolorifico abolisce temporaneamente il dolore senza tuttavia agire sulla sua causa. 2) Tra gli stimolanti psichici gli antidepressivi agiscono stimolando l ’ umore ed antagonizzando diverse forme di de pressione: questi farmaci sono tra i più prescritti nei paesi oc cidentali e quelli per cui si sta verificando il maggior abuso. Tuttavia essi presentano l ’ indubbio vantaggio di permettere al medico di sottrarre un individuo da un grave stato di depres sione che può spesso culminare in un tentativo di suicidio. 3) Infine il gruppo degli psicodislettici comprende quei farmaci che «perturbano» le attività mentali ed il cui uso si accompagna generalmente a sensazioni di benessere e di piace re. A questo gruppo appartengono quelle che vengono comu nemente definite come «droghe», gli allucinogeni e gli stupe facenti, morfina ed eroina. Sono gli stupefacenti a generare uno stato di dipendenza psichica e fisica che è però evidente anche nel caso di molti psicofarmaci. Per quanto riguarda il meccanismo d ’ azione degli psicofar maci e droghe il concetto centrale della psicofarmacologia è quello di mediatore nervoso. Le cellule nervose che costituisco no il cervello trasmettono gli impulsi nervosi — cioè comunica no tra di loro — a livello dei loro prolungamenti che co stituiscono delle giunzioni definite sinapsi. La trasmissione sinaptica dell ’ impulso nervoso è assicurata da particolari so stanze chimiche — i mediatori — che entrano in contatto con le molecole che formano la membrana della cellula nervosa, modificando la sua permeabilità e permettono il passaggio di diverse altre molecole, dando luogo a dei fenomeni complessi che si traducono nella formazione di una corrente elettrica di intensità minima. Le cellule nervose producono diversi tipi di mediatori ma le cellule che formano dei circuiti nervosi adibiti a funzioni indentiche utilizzano lo stesso mediatore e questo fatto ha una importanza fondamentale in psicofarmacologia in quanto gli psicofarmaci possono aumentare o diminuire la produzione di mediatori nervosi specifici e quindi modificare le funzioni di circuiti nervosi che sono alla base delle reazioni emotive, degli stati d ’ ansia, del dolore fisico e dell ’ umore. Un secondo aspetto del meccanismo d ’ azione di alcuni psi cofarmaci è che essi agiscono in quanto essi occupano dei siti particolari a livello della cellula nervosa: questi siti specifici vengono definiti Come recettori ed hanno una elevata specifici tà per cui soltanto alcune molecole chimiche possiedono la ca pacità di legarsi a recettori specifici. Il recettore può essere pa ragonato ad una serratura di sicurezza che può essere aperta da un tipo di chiave particolare, nel caso da un dato psicofar maco. Gli psicofarmacologi che lavorano sui meccanismi dei
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