Problemi della transizione 1982
Psicofarmaci usi e abusi
recettori hanno postulato che essi reagiscono in presenza di particolari psicofarmaci in quanto questi presentano delle analogie di struttura con delle sostanze chimiche normalmente presenti e prodotte dalle cellule nervose. Questa ipotesi si è ri velata esatta per quanto riguarda gli oppiacei: le cellule nervo se addette ai circuiti del dolore vengono influenzate dalla mor fina e dall ’ eroina in quanto esistono degli oppiacei endogeni, le endorfine, che vengono liberate in maggior misura in rispo sta al dolore ed agli stress: l ’ organismo ha, in altre parole, dei meccanismi di difesa contro il dolore ed alcuni antidolorifici agiscono su questi meccanismi in quanto possiedono delle ca ratteristiche chimiche simili a quelle degli antidolorifici natu rali. La scoperta delle endorfine da opera di Hughes e Koster- litz, di Snyder e di Guillemin ha dato nuovo vigore alle ricer che sui tranquillanti: le benzodiazepine si fissano infatti su dei recettori ben specifici ed è ovviamente impossibile che questi recettori siano presenti nel cervello per combinarsi con delle molecole chimiche estranee all ’ organismo; le ricerche in corso indicano che come esistono degli antidolorifici endogeni pos sono esistere dei tranquillanti endogeni che esercitano un con trollo sugli stress, sui meccanismi d ’ ansia, sulle emozioni. Si tratta di un campo di ricerca di grande interesse, sia perché permette di chiarire quali sono i meccanismi alla base dell ’ a dattamento o del disadattamento comportamentale — in altre parole di alcuni aspetti della malattia mentale — sia perché può portare alla sintesi di farmaci molto più selettivi, psico farmaci dall ’ azione più «naturale» ma anche più subdola... Se infatti, da un lato, psicofarmaci più selettivi potranno svolge re il loro fascino e la loro diffusione potrebbe aumentare in futuro, ancor più di quanto avviene al giorno d ’ oggi. La massiccia diffusione degli psicofarmaci in questi anni traspare da una serie di studi epidemiologici condotti in diver si paesi dell ’ occidente industrializzato: negli Stati Uniti più del 13% degli uomini e del 23% delle donne ha fatto uso di psicofarmaci nel 1975, anno cui data il più recente rilevamen to ufficiale. In Europa la situazione nello stesso anno variava da nazione a nazione con le punte più elevate (intorno al 17%) in paesi industrializzati come la Germania, il Belgio o la Francia e le punte più basse in Spagna ed Italia (circa il 10%). Ciò significa che circa 1-2 persone su dieci fanno uso di psico farmaci e che questo consumo è in genere (anche in Europa e in Italia) più elevato da parte della donna. Se si considerano i consumi «cronici», e cioè il ricorso ai tranquillanti per almeno un mese di seguito all ’ anno, le cifre sono ugualmente impressionanti: in Inghilterra Olanda e Bel gio più dell ’ 8% della popolazione adulta fa uso di tranquillan ti, in Francia il 7%, in Germania il 6%, in Italia il 3%. I dati per l ’ Italia sono tuttavia imprecisi ed inferiori alla realtà in quanto sino al 1977 i tranquillanti erano di fatto liberamente in vendita, senza necessità di una ricetta che è invece di rigore
L ’ escalation psicofar macologica
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