Problemi della transizione 1982

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

— ciò che è sostanzialmente simile — psicoterapiche e mini mizzando le dinamiche sociali ed economiche che sono alla base di questi problemi. Anziché cercare una risposta al proprio disagio attraverso interventi sull ’ ambiente e la società circostante l ’ individuo vie ne indotto a tollerare la propria condizione, a cercare risposte e terapie individuali: come ha notato recentemente M. Lader, uno psichiatra inglese, lo spettro agitato in «2001» dallo scrit tore H. Orwell, e cioè la manipolazione chimica del compor tamento delle masse, sembra oggi caratterizzarsi nel massiccio uso di psicofarmaci che prende piede al giorno d ’ oggi. «La re ligione veniva prospettata da Marx come l ’ oppio dei popoli: è possibile invece che sia l ’ oppio ad essere l ’ oppio dei popoli o almeno quegli equivalenti dell ’ oppio in uso nel ventesimo se colo? In termini di costi ed effetti i tranquillanti sono a buon mercato. È molto più economico tranquilizzare casalinghe alienate che vivono in uno stato di isolamento in case-alveari che non offrono ai bambini la possibilità di giocare, piuttosto che demolire queste case e ricostruirle su scala umana, o se non altro reperire aree per i giochi. L ’ industria farmaceutica, il governo, il farmacista e il medico sono il tramite di un pro cesso di medicalizzazione delle risposte di stress indotte dalla società ». Le affermazioni di Lader possono certamente avere delle coloriture eccessive: ma non è realistico notare come la diffu sione di droghe giovanili ne abbia portato ad un isolamento dell ’ individuo? Senza dubbio anche superficiali e massicce somministrazioni di psicofarmaci costituiscono un esempio di repressione di vasti strati sociali e sono al tempo stesso un sin tomo del processo di spersonalizzazione dei rapporti tra tera peuta e paziente. Quest ’ ultimo fenomeno è stato quantificato nella già cita ta inchiesta condotta a Londra nel 1975, inchiesta che dimo stra la assoluta spersonalizzazione dei rapporti medico paziente: in più del 50% dei casi il rapporto col medico si li mitava ad un colloquio che variava dai 6 ai 15 minuti e a cui faceva seguito una prescrizione psicofarmacologica. Molto spesso il paziente, in Inghilterra come in Italia, arriva già dal medico con la richiesta specifica di una prescrizione di psico farmaci e questa viene effettuata senza alcun colloquio nel gi ro di pochi minuti. Eppure si tratta di farmaci non sprovvisti di effetti tossici e che possono generare uno stato di dipen denza fisica e psichica. L ’ inchiesta inglese, così come altre condotte in altri paesi, indica come vi sia una tendenza eccessiva a prescrivere psico farmaci. Questa tendenza comporta una serie di effetti negati vi: in primo luogo vengono allargati — e in maniera pericolo sa — quelli che sono i confini della «anormalità» o, se si vuo le, della devianza psichica: troppe persone sono oggetti di te rapie per disturbi del comportamento, per malattie della psi che che non sono tali. In secondo luogo, come abbiamo già visto, vengono medicalizzati i sintomi e non si risale alle cau se. Ovviamente un intervento terapeutico sul sintomo è essen ziale ma non può rappresentare un primo intervento di urgen za nei riguardi del singolo paziente.

168

Made with FlippingBook. PDF to flipbook with ease