Problemi della transizione 1982

Psicofarmaci usi e abusi

tici e che il ricorso agli psicofarmaci sia sempre essenziale ma puntualizzare come molto spesso molti operatori abbiano adottato tecniche di ben scarsa consistenza scientifica e so stengano un rigetto acritico degli psicofarmaci, così come l ’ uso indiscriminato di psicofarmaci e la loro somministrazio ne ad alte dosi spesso rispecchia una situazione di scarsa pre parazione di numerosi operatori sanitari che sono spesso uni camente guidati dalle pressioni pubblicitarie dell ’ industria. Gli psicofarmaci danno rapidamente dei risultati, possono sbloc care una situazione psicotica o depressiva ma appunto in quanto potenti mezzi terapeutici che comportano rischi colla terali non indifferenti vanno usati con notevole esperienza cri tica. Cosa ha significato l ’ avvento della psicofarmacologia al l ’ inizio degli anni Cinquanta? Se l ’ abuso di psicofarmaci pre senta una serie di aspetti negativi a livello individuale e socia le, l ’ introduzione di questi farmaci in terapia ha però portato con sé una serie di conseguenze positive, connesse con la dimi nuita ospedalizzazione dei pazienti psichiatrici trattati con queste sostanze e con la possibilità di sottrarre i depressi ad una condizione di profonda angoscia e a tentativi di suicidio. Sul rapporto tra psicofarmaci ed ospedalizzazione è stata condotta negli Stati Uniti un ’ indagine all ’ inizio degli anni ’ 70: i risultati mostrano come il numero di pazienti ricoverati negli ospedali psichiatrici fosse costante fino al 1955. Con l ’ intro duzione dei tranquillanti minori, degli antipsicotici (clorpro- mazina) e degli antidepressivi si è registrata intorno agli anni Sessanta una costante diminuzione dei ricoveri per psicosi e per sindromi schizofreniche. È opportuno notare come il nu mero dei pazienti ricoverati negli ospedali psichiatrici ameri cani sia costantemente salito dai 422.000 del 1935 ai 634.000 del 1955 per poi decrescere, con l ’ introduzione dei tranquil lanti, ai 457.000 del 1968 ed ai 400.000 del 1970. Parallela- mente sono diminuiti sia i tempi di ricovero che il numero dei pazienti ricoverati per la seconda volta ed è aumentato il nu mero dei pazienti esterni, curati cioè al di fuori dell ’ ospedale psichiatico. Uno dei fattori positivi connessi all ’ uso di psico farmaci è in effetti legato alla possibilità che il paziente possa risiedere a casa oppure in una comunità e cioè in un ambiente meno aberrante e più ricco di stimoli di quanto sia l ’ ospedale psichiatrico. Per quanto riguarda gli stati depressivi numerose ricerche indicano come essi siano la causa della più elevata percentuale di suicidi: secondo alcuni psichiatri circa l ’ 80% dei suicidi può infatti essere connesso con uno stato depressivo. Anche in questo campo l ’ introduzione di farmaci specifici, che risale al la seconda metà degli anni Cinquanta, ha determinato effetti positivi. Statistiche inglesi ed americane indicano come all ’ au mento dei casi suicidio imputabili a forme depressive, registra tosi fra il 1945 ed il 1960, faccia riscontro, dagli anni Sessan ta in poi, una costante diminuzione.

Psicofarmaci: aspetti positivi e problemi futuri

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